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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Sanità: Salvatore Cuffaro patteggia 3 anni. Pena convertita in lavori socialmente utili
CronacaPolitica

Sanità: Salvatore Cuffaro patteggia 3 anni. Pena convertita in lavori socialmente utili

Last updated: 15/05/2026 19:33
By Redazione 254 Views 4 Min Read
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L’ex Presidente della Regione siciliana chiude il capitolo giudiziario legato alle inchieste su Villa Sofia e l’Asp di Siracusa. Il GUP di Palermo ha accolto la richiesta della difesa: niente carcere per il leader della DC.

Contents
I dettagli della sentenzaIl quadro degli altri imputatiLa decisione del GUPSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Il Giudice dell’udienza preliminare di Palermo, Ermelinda Marfia, ha ratificato l’accordo di patteggiamento per Salvatore Cuffaro. L’ex governatore siciliano, attualmente agli arresti domiciliari, ha concordato una pena di 3 anni per le accuse di corruzione e traffico di influenze illecite. Grazie alla riforma della giustizia, il residuo di pena sarà scontato attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità.

I dettagli della sentenza

Il patteggiamento mette un punto fermo sulle pesanti accuse che vedevano Cuffaro coinvolto in due distinti filoni d’indagine:

  1. Concorsi truccati: Il pilotaggio di un bando per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari presso l’ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo.
  2. Appalti sanitari: Presunti illeciti nella gestione di una gara indetta dall’Asp di Siracusa.

Sui tre anni totali di condanna, Cuffaro ha già scontato cinque mesi in custodia cautelare. I restanti due anni e sei mesi verranno convertiti in attività socialmente utili, evitando così il rientro in istituto penitenziario.

Il risarcimento: Oltre alla sanzione detentiva, l’accordo prevede un risarcimento per il danno all’immagine: l’ex governatore dovrà versare 7.500 euro ciascuno all’azienda ospedaliera Villa Sofia e all’Asp di Siracusa.

Il quadro degli altri imputati

Mentre la posizione di Cuffaro viene stralciata tramite il patteggiamento, il procedimento prosegue per gli altri otto soggetti coinvolti nell’inchiesta. Tra questi figurano nomi di rilievo della sanità e della burocrazia siciliana:

–Roberto Colletti: Ex direttore generale del Villa Sofia.

– Antonio Iacono: Primario del Trauma Center.

– Vito Raso: Storico segretario dell’ex governatore.

– Ferdinando Aiello: Il faccendiere coinvolto nell’appalto siracusano, che ha optato per il rito abbreviato.

Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione al traffico di influenze. Per gli altri indagati — tra cui gli imprenditori Sergio Mazzola, Mauro Marchese e Marco Dammone — la Procura ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio.

La decisione del GUP

La decisione di Ermelinda Marfia è giunta dopo il parere favorevole dei magistrati inquirenti, che già nella scorsa udienza avevano dato il via libera alla proposta formulata dai legali di Cuffaro, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano.

L’azienda ospedaliera Villa Sofia si è costituita parte civile nel processo, sottolineando la gravità delle condotte che avrebbero inquinato le procedure concorsuali interne a danno della trasparenza amministrativa.

L’esito di questo procedimento segna un nuovo passaggio critico nella storia giudiziaria della sanità siciliana, confermando ancora una volta l’intreccio tra politica, gestione burocratica e interessi privati nei centri di spesa della Regione.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale, non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

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