La Procura della Repubblica di Gela ha aperto un fascicolo di indagine sul decesso di un uomo di 60 anni, morto circa un mese fa all’ospedale “Vittorio Emanuele”. L’inchiesta, che al momento è stata avviata a carico di ignoti, punta a fare piena luce sulle ultime ore di vita del paziente e a verificare l’esistenza di eventuali responsabilità mediche o organizzative.
La denuncia dei familiari e la permanenza in astanteria
A far scattare le indagini è stato l’esposto presentato dai familiari della vittima, decisi a chiarire le circostanze di una morte che ritengono poco chiara. Secondo la ricostruzione fornita dai parenti nella denuncia, il sessantenne avrebbe trascorso ben cinque giorni in osservazione all’interno dell’astanteria del Pronto Soccorso del nosocomio gelese.
Solo successivamente è stato disposto il trasferimento nel reparto specialistico. Proprio lì, poco dopo il ricovero, un familiare si è recato a trovarlo, facendo la tragica scoperta: l’uomo era già privo di vita nel suo letto.
Disposta l’autopsia: nominati due medici legali
In seguito alla denuncia, i magistrati della Procura di Gela hanno immediatamente attivato l’iter giudiziario disponendo gli accertamenti tecnici urgenti.
Per fare chiarezza sulla vicenda, i pubblici ministeri hanno nominato due medici legali.
I consulenti tecnici avranno il compito di:
– Eseguire l’esame autoptico sulla salma per stabilire l’esatta causa del decesso.
– Ricostruire la catena dei soccorsi e delle cure somministrate.
– Verificare se vi siano stati ritardi, omissioni o profili di negligenza da parte del personale sanitario durante i cinque giorni di stazionamento al Pronto Soccorso o al momento del trasferimento in reparto.
Le indagini sono in corso e nelle prossime settimane i risultati della relazione medico-legale forniranno le prime risposte concrete ai familiari, che oggi chiedono giustizia e verità.
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