Tra scrosci di applausi dei sostenitori e i cori di protesta dei contestatori, la visita del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ad Agrigento segna un punto di svolta non solo per la mappa dei trasporti dell’isola, ma anche per gli equilibri politici in vista delle prossime elezioni regionali in Sicilia.
L’abbraccio con la DC e lo “sdoganamento” di Sammartino
Il capoluogo agrigentino si trasforma in un vero e proprio laboratorio politico per il centrodestra. Accolto calorosamente dai vertici locali e dai quadri della Nuova DC di Totò Cuffaro, il leader della Lega ha ufficialmente “benedetto” l’alleanza strategica con i centristi. A fare da regista dell’operazione è Luca Sammartino, peso massimo della Lega in Sicilia, che ha formalmente sdoganato un patto-progetto a lungo termine, dichiarando apertamente che l’intesa tra la Lega e la Democrazia Cristiana rappresenta una coalizione strutturata che «guarda con decisione alle prossime elezioni regionali».
L’obiettivo è chiaro, consolidare un asse moderato e sovranista capace di blindare il governo della Regione e dettare l’agenda politica dei prossimi anni, superando i vecchi steccati ideologici in nome di un pragmatismo territoriale.
L’accoglienza in città ha vissuto però momenti di forte contrapposizione. Se all’interno delle sale istituzionali l’atmosfera era di piena intesa e festosa militanza, fuori non sono mancati fischi e cori da parte di contestatori e movimenti civici. Salvini, dal canto suo, ha tirato dritto rivendicando con forza la bontà della propria azione di governo e rispondendo indirettamente anche alle sue note vicende giudiziarie: «I fischi? Fanno parte della democrazia. Ma l’affetto della stragrande maggioranza della gente mi dà la forza di andare avanti. E di certo non mi faccio fermare dai magistrati, io rispondo solo al popolo italiano e ai fatti», ha scandito il Ministro dal palco, raccogliendo l’ovazione della platea dei fedelissimi.
Oltre alle dinamiche di partito, la visita del titolare del MIT ha portato sul tavolo dossier infrastrutturali cruciali per il riscatto economico e turistico della Sicilia occidentale.
Il Ministro ha affrontato frontalmente il tema storico e tanto dibattuto dell’Aeroporto di Agrigento. Salvini ha confermato che il dossier ha superato i primi decisivi passaggi tecnici presso il Ministero e che l’opera è stata attenzionata all’interno della pianificazione dello sviluppo aeroportuale nazionale: “Se i numeri e il business plan, come tutto lascia credere, ne sosterranno la sostenibilità finanziaria e l’impatto di crescita, l’aeroporto si farà. Agrigento Capitale della Cultura e perno del turismo mediterraneo non può più restare isolata“..
Le buone notizie per gli automobilisti e l’economia locale riguardano anche la viabilità stradale a breve termine. Il Ministro ha infatti annunciato come imminente la riapertura del viadotto, il raccordo strategico della SS640 e i nodi di collegamento agrigentini e con Caltanissetta, i cui cantieri Anas sono ormai alle battute finali dopo lunghi periodi di disagi e deviazioni.
Con la promessa di nuove infrastrutture e un’alleanza politica cementata, la Lega e la Nuova DC lanciano da Agrigento una sfida aperta agli alleati e agli avversari: il cammino verso la conquista della Regione è ufficialmente iniziato.
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