Caltanissetta si riscopre, ancora una volta, una città perennemente in bilico tra la promessa di una rinascita verde e la dura realtà di un degrado che sembra ormai cronico.
Il leitmotiv è sempre lo stesso, si tagliano i nastri, si fanno le foto di rito, e poi ci si dimentica della manutenzione. Oppure, peggio ancora, si consegnano alla cittadinanza opere che sembrano incomplete o carenti sin dal primo istante.
Gettando un occhio in città, la situazione delle aree pubbliche e dei parchi (o presunti tali) è sotto gli occhi di tutti. Erbacce alte che divorano le panchine, villette comunali lasciate al proprio destino, arredi urbani vandalizzati e mai riparati.
Insomma il classico “altro giro, altro Parco”, un circolo vizioso in cui lo spazio comune viene percepito più come un peso burocratico che come una risorsa per le famiglie, i giovani, i bambini e gli anziani.
I cittadini assistono impotenti a questo spettacolo di incuria, dove il verde pubblico si trasforma rapidamente in una giungla urbana impraticabile e insicura.
Se per le vecchie aree si può, tristemente, parlare di abbandono e usura del tempo, il discorso cambia radicalmente se si analizza l’appena inaugurato Parco Rosario Assunto. Qui la musica è diversa, e forse ancora più amara, non si tratta di degrado accumulato negli anni, ma di una vera e propria mancanza sin dal primo giorno.
La struttura, che avrebbe dovuto rappresentare una boccata d’ossigeno e un punto di ritrovo moderno per il quartiere, è finita immediatamente nel mirino delle critiche. Il web e i social network sono stati letteralmente invasi da una pioggia di lamentele da parte dei nisseni, delusi da come lo spazio si presenta a ridosso del taglio del nastro.
Molti cittadini hanno fatto notare dettagli tutt’altro che trascurabili: finiture approssimative, una gestione degli spazi che lascia perplessi e una generale sensazione di “opera incompiuta” consegnata in fretta e furia. Più che un parco pronto ad accogliere la comunità, sembra un cantiere a cui è stato semplicemente rimosso il recinto esterno.
Ma c’è anche il Parco Robinson, le immagini parlano da sole e pongono un interrogativo legittimo a chi amministra la città, ha senso inaugurare nuove opere se non si è in grado di garantirne la piena funzionalità sin dall’inizio, o se non si riesce a curare ciò che già esiste?
I cittadini di Caltanissetta chiedono risposte concrete, decoro e, soprattutto, rispetto per il bene pubblico.
Perché un parco non è solo un nastro da tagliare, ma un pezzo di città da vivere ogni giorno.

Nota: Le foto che documentano le carenze della struttura sono state gentilmente concesse dalla pagina Facebook SOS Caltanissetta, da sempre in prima linea nel dare voce ai disagi e alle segnalazioni del territorio.
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