Venerdì la firma ufficiale a Lucerna, in Svizzera. Donald Trump annuncia la fine del blocco navale e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Pronti 300 miliardi per la ricostruzione di Teheran, ma restano le incognite geopolitiche.
Una svolta diplomatica di portata storica ridisegna gli equilibri del Medio Oriente. Gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran firmeranno questo venerdì 19 giugno presso il Bürgenstock Hotel di Lucerna, in Svizzera, lo storico Memorandum d’intesa che punta a porre fine alle ostilità operative.
L’annuncio, arrivato inizialmente dal premier pakistano Shehbaz Sharif (capofila della mediazione insieme a Turchia e Arabia Saudita), è stato subito confermato con toni trionfali dal presidente statunitense Donald Trump: «L’accordo è completo. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!», ha scritto sui social, ordinando l’immediata rimozione del blocco navale americano.
Il documento segreto è trapelato grazie ad alti funzionari dell’amministrazione USA a margine del G7. L’accordo si articola in 14 punti cardine che tracciano una road map di 60 giorni per arrivare a un trattato di pace definitivo.
Il testo del Memorandum: i 14 punti chiave
| Punto | Ambito | Cosa prevede l’accordo |
| 1 | Cessate il fuoco | Cessazione immediata e permanente delle operazioni militari tra le parti e i rispettivi alleati, incluso il fronte libanese. |
| 2 | Sovranità | Impegno reciproco al rispetto dell’integrità territoriale e al principio di non ingerenza negli affari interni. |
| 3 | Scadenza negoziati | Fissato un limite massimo di 60 giorni per negoziare e firmare il trattato di pace finale. |
| 4 | Blocco navale | Gli Stati Uniti avviano la revoca del blocco navale. Ritiro totale delle forze USA dalle aree adiacenti all’Iran entro 30 giorni dalla firma finale. |
| 5 | Stretto di Hormuz | L’Iran garantisce il libero transito delle navi commerciali. Al via colloqui tecnici per la gestione congiunta e futura dello Stretto. |
| 6 | Piano Marshall | Washington e i suoi alleati promuoveranno un fondo internazionale da almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione economica dell’Iran. |
| 7 | Fine sanzioni | Gli Stati Uniti si impegnano a eliminare progressivamente tutte le sanzioni unilaterali e internazionali contro Teheran. |
| 8 | Nucleare | L’Iran ribadisce che non svilupperà armi atomiche. Il destino delle scorte di uranio arricchito sarà deciso nel trattato finale. |
| 9 | Status quo | Durante i 60 giorni di tregua, l’Iran congela l’espansione del programma nucleare e gli USA non imporranno nuove sanzioni. |
| 10 | Export di petrolio | Il Tesoro USA rilascerà deroghe immediate per consentire all’Iran l’esportazione di greggio e prodotti petrolchimici, riaprendo i canali bancari. |
| 11 | Fondi congelati | Sblocco totale dei beni e delle riserve finanziarie iraniane congelate all’estero (stimati in diverse decine di miliardi). |
| 12 | Verifica | Istituzione di un meccanismo di monitoraggio bilaterale per vigilare sull’applicazione efficace degli impegni presi. |
| 13 | Negoziati mirati | Una volta attuati i punti urgenti (4, 5, 10, 11), i colloqui si concentreranno esclusivamente sui dettagli tecnici rimasti. |
| 14 | Blindatura ONU | L’accordo finale non sarà solo bilaterale, ma verrà formalizzato e reso vincolante tramite una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. |
Se i mercati energetici respirano di fronte alla prospettiva di una massiccia immissione di petrolio iraniano, l’intesa solleva non pochi dubbi tra gli analisti. Gli scettici evidenziano la fragilità di un accordo “comprato” a caro prezzo (i 300 miliardi di aiuti e lo sblocco dei fondi) e che al momento sposta le questioni più spinose – come il reale smaltimento dell’uranio – alla fine dei 60 giorni.
“Non volevo assistere a un disastro economico, ecco perché ho fatto l’accordo. Ma se si comportano male, torniamo a bombardare” ha avvertito Trump dal G7, mantenendo una linea di forte deterrenza.
La delegazione americana in Svizzera sarà guidata dal vicepresidente JD Vance (non si esclude la presenza dello stesso Trump). I riflettori del mondo sono ora puntati sul Bürgenstock: da venerdì si aprono i due mesi più complessi per la diplomazia internazionale.
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