Nelle ultime settimane la nostra redazione ha ricevuto diverse segnalazioni di chiarimento da parte di lettori desiderosi di avere informazioni sul futuro di una realtà storica del nostro territorio. Il quesito è sempre lo stesso, carico di quel legame che solo le grandi storie locali sanno generare: “Ma Radio CL1 ha riaperto?”.
Il dubbio è legittimo. Navigando sui social, in particolare su Facebook, ci si imbatte in una nuova pagina con video e post (come quello visibile a questo link) che annunciano testualmente:
“🎧 È tornata la voce della nostra città! 🎙️ Fondata nel 1976, Radio CL1, la storica radio di Caltanissetta, riparte oggi con una nuova, grandissima energia! 🚀 Sotto la guida editoriale di Michele Mendola, una redazione in crescita è pronta a raccontarvi il nostro territorio e la provincia… Oggi Radio CL1 è più viva che mai! Guarda subito il nostro nuovo spot ufficiale 2026… Anniversario 1976-2026 – 50° dalla fondazione”.
L’annuncio parla chiaramente di ripartenza, cita la storica data di fondazione del 1976 e festeggia persino il 50° anniversario. L’impressione iniziale, per un occhio meno attento, è proprio quella di un grande e atteso ritorno.
Abbiamo voluto approfondire la questione per dare una response certa ai nostri lettori, e la verità è ben diversa dalle apparenze. No, la storica Radio CL1 non ha riaperto.
Il comunicato ufficiale sulla pagina storica: “Nessuna riapertura”
A fare definitiva e categorica chiarezza è un duro comunicato pubblicato proprio sulla vecchia pagina Facebook ufficiale e storica di Radio CL1. Le parole del post non lasciano spazio a interpretazioni o malintesi:
“Corre l’obbligo, nel rispetto della nostra storia e dei nostri storici e affezionati ascoltatori, di chiarire e ricordare che Radio CL1 ha terminato tutte le proprie attività il 31 dicembre 2023 e poi, formalmente, il 26 febbraio 2025, come facilmente verificabile sull’elenco pubblico degli operatori della comunicazione. Non è mai stata autorizzata né ceduta alcuna gestione a soggetti terzi.”
Nel testo pubblicato sulla pagina storica si prendono nettamente le distanze dal nuovo progetto editoriale guidato da Michele Mendola, definendo le comunicazioni circolate online in questi giorni come “pubblicità fuorvianti”. Viene spiegato che l’uso dello stesso payoff, di una versione apparentemente nuova del logo e il richiamo continuo al passato creano una “continuità” che in realtà non esiste e che “non sono in alcun modo riconducibili alla vera Radio CL1”.
Un’operazione definita “eticamente discutibile”, che fa leva sull’affetto degli ascoltatori che per oltre quarant’anni hanno seguito l’emittente nissena.
Di chi è adesso la frequenza FM 94.3?
Il comunicato fa luce anche su un altro dettaglio tecnico importante per capire la situazione attuale: che fine ha fatto la vecchia frequenza radiofonica?
L’unico reale passaggio di consegne è avvenuto con il gruppo editoriale RMB, che ha acquistato la storica frequenza FM 94.3 e ne detiene tutt’ora la proprietà, continuando a trasmettere i propri contenuti. In accordo con la gestione precedente, e come segno di rispetto per la storia dell’emittente, nel messaggio RDS è stata mantenuta la dicitura “RMB CL1”, ma il gruppo RMB non ha in essere alcun’altra attività legata al marchio Radio CL1.
Una presa di distanze
L’intervento sulla pagina storica si chiude con una riflessione amara ma trasparente, che riprende lo slogan che ha accompagnato generazioni di nisseni:
“Auguriamo a questa nuova attività editoriale un buon lavoro e tanta fortuna, ma se altri non vogliono o possono farlo, per noi essere trasparenti è assolutamente doveroso: perché se è vero che in quel lontano 1976 c’era qualcosa di nuovo nell’aria, il qualcosa di oggi è ancora nuovo ma non siamo noi… e non possiamo che prenderne le distanze.“
Per riassumere e rispondere ai nostri lettori: la pagina e il sito web radiocl1.it comparsi in questi mesi rappresentano un progetto editoriale totalmente nuovo e slegato dal passato.
Pur avendo risposto ai dubbi che ci sono stati espressi, la nostra redazione non è in grado di esprimere giudizi in merito alla fattibilità o alla legittimità di questa operazione.
Spetterà a chi di dovere, a fronte di un’operazione che sulla pagina storica viene già definita “eticamente discutibile”, decidere come comportarsi e se o come tutelarsi nelle sedi opportune. A noi, come sempre, premeva soltanto fare luce sui fatti, essere trasparenti e chiarire i dubbi di chi ci legge.
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