Fondi per la rivitalizzazione urbana di Caltanissetta: tra l’ombra di un’adesione parziale e la nascita di nuove attività di somministrazione.
Si è concluso con un bilancio in chiaroscuro il nuovo tentativo effettuato dal Comune di Caltanissetta per incentivare l’apertura di piccole e medie imprese all’interno del centro storico. L’iniziativa, strutturata tramite l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto, o quasi, per coprire le spese di primo impianto e di avvio attività, nasce con il preciso obiettivo di contrastare la progressiva desertificazione della zona cittadina e compensare le numerose chiusure commerciali che hanno colpito l’area negli ultimi anni.
Sebbene l’esito complessivo sia stato definito come un “mezzo flop” rispetto alle originarie aspettative di diversificazione merceologica, si registra comunque un passo avanti rispetto al precedente bando, che si era concluso senza alcuna adesione o domanda di partecipazione.
In questa nuova tornata, sono state 11 le istanze presentate dagli operatori economici. Di queste, tuttavia, 4 sono state immediatamente escluse dalla commissione giudicatrice poiché inoltrate oltre i termini perentori stabiliti dal regolamento.
Delle 7 domande ufficialmente accettate e ammesse al beneficio, emerge un dato strutturale significativo. La quasi totalità riguarda l’apertura di attività destinate alla somministrazione di alimenti e bevande.
Il testo del bando comunale indicava espressamente la volontà di sostenere un ventaglio ampio di categorie, tra cui nuove aperture nel settore commerciale di vicinato, artigianale e artistico-culturale. Ciononostante, l’orientamento del mercato e dei proponenti si è concentrato in modo quasi esclusivo sulle attività di ristorazione e somministrazione.
Le sette nuove attività saranno dislocate in punti nevralgici del nucleo antico della città, interessando specificamente:
–Via Santa Caterina
–Corso Umberto
–Via Monsignor Guttadauro
–Via Palermo
–Piazza Garibaldi
La graduatoria provvisoria pubblicata dall’Amministrazione Comunale è ormai divenuta a tutti gli effetti definitiva, non essendo pervenuto alcun ricorso formale nei tempi previsti dalla legge.
Per sostenere l’avvio di questi nuovi esercizi, il Comune ha assegnato una somma complessiva pari a 50.000 euro. Questo budget sarà ora suddiviso e ripartito tra i 7 richiedenti ammessi a cura dell’apposita commissione tecnica incaricata.
Il caso di Corso Umberto e il nodo della mensa universitaria
Proprio sul fronte delle novità nel cuore della città, da qualche giorno nei locali dell’ex bar Romano, in pieno corso Umberto, si notano vistosi manifesti che coprono le vetrine, annunciando l’imminente apertura di una pizzeria-ristorante.
Ma più che di una nuova attività, che al momento non sappiamo se rientra tra le sette, si tratta in realtà del trasferimento di un’attività già esistente dalla vicina via Berengario Gaetani.
Quegli storici locali erano stati originariamente individuati come sede ideale per ospitare la tanto attesa mensa universitaria. Sfumata questa ipotesi strutturale, l’auspicio comune è ora che la nuova gestione possa stringere in tempi brevi una apposita convenzione con il Consorzio Universitario. Una soluzione di questo tipo alleggerirebbe notevolmente i disagi degli studenti, oggi costretti a percorrere diversi chilometri per raggiungere il punto di ristoro convenzionato attualmente attivo, Zona Bloy.
La determinazione
L’avviso pubblico
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