PALERMO — 25 GIUGNO 2026
La Regione Siciliana ha formalmente avviato il procedimento amministrativo che porterà alla rimozione del sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio.
L’assessore alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Luisa Ingala, ha notificato un atto formale al primo cittadino, diffidandolo dal proseguire il mandato e concedendogli un termine perentorio di sette giorni per rassegnare le
dimissioni.
Al centro della contestazione vi è l’anomalia del terzo mandato consecutivo, ottenuto da Burgio nonostante
l’esplicito divieto imposto dalla legislazione vigente nella Regione Siciliana.
Il caso era stato sollevato e segnalato precedentemente da una nota del Prefetto, che evidenziava il contrasto normativo dell’elezione.
La linea d’azione scelta dall’Assessorato guidato da Ingala è stata concordata e ratificata direttamente con il Presidente della Regione, Renato Schifani, nel corso di un vertice strategico tenutosi martedì sera a Palazzo d’Orleans. Spetterà proprio al Governatore Schifani firmare il provvedimento definitivo di rimozione qualora il sindaco non dovesse fare un
passo indietro spontaneo entro la scadenza stabilita.
Il nodo giuridico-amministrativo: La procedura avviata si basa sulla contestazione del terzo mandato
consecutivo, una condizione di ineleggibilità/incompatibilità prevista dalla legge elettorale siciliana per i
comuni della fascia demografica di Serradifalco, che non ha recepito le estensioni nazionali. Burgio avrà ora
una settimana di tempo per presentare le proprie memorie difensive e attendere l’esito delle valutazioni dello
stesso Assessorato agli Enti Locali.
La vicenda, oltre ai profili strettamente giuridici, assume una forte connotazione politica nello scacchiere del
centrodestra isolano.
Leonardo Burgio, figlio dell’ex assessore alla Sanità Daniela Faraoni, è considerato un esponente emergente della Lega, particolarmente vicino al deputato e leader leghista Luca Sammartino.
Proprio Sammartino ha tenuto a precisare di non aver esercitato pressioni per la ricandidatura di Burgio, pur specificando di non ravvisare elementi di illegittimità o irregolarità in tale scelta politica.
Contro la permanenza di Burgio sulla poltrona di primo cittadino si erano schierati apertamente sia l’Mpa
(Movimento per l’Autonomia) di Raffaele Lombardo sia Fratelli d’Italia.
Le tensioni attuali rappresentano le scorie politiche delle ultime elezioni amministrative, che hanno visto il centrodestra spaccarsi in diversi territori, determinando pesanti sconfitte un mese fa. L’Mpa e FdI attribuiscono alla Lega la responsabilità principale di tali divisioni interne alla coalizione.
L’affondo dell’assessore Ingala (espressione dell’Mpa) contro il sindaco leghista giunge poche ore dopo un altro
durissimo scontro interno al governo regionale, incentrato sulle modifiche al bando da 100 milioni di euro destinato
ai contributi per gli agricoltori.
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