CARACAS – Ore di angoscia e distruzione in Venezuela, colpito dal terremoto più violento registrato nel Paese negli ultimi 126 anni. Una drammatica doppia scossa a distanza di pochissimi secondi l’una dall’altra ha seminato il panico e causato il crollo di decine di edifici sia sulla costa che nella capitale Caracas. Il bilancio provvisorio delle vittime continua a salire di ora in ora, mentre i soccorritori scavano senza sosta tra le macerie.
La dinamica del sisma
La terra ha tremato con inaudita violenza a causa di due scosse principali ravvicinate: la prima, di magnitudo stimata tra 7.1 e 7.2, è stata seguita appena 39 secondi dopo da un secondo evento ancora più devastante, di magnitudo 7.5. L’epicentro è stato localizzato nei pressi di Morón, una città costiera situata a circa 200 chilometri a ovest di Caracas, con un ipocentro molto superficiale che ha amplificato gli effetti distruttivi in superficie. L’allarme tsunami, inizialmente scattato per l’intera area costiera caraibica, è fortunatamente rientrato nelle ore successive.
Emergenza nazionale e distruzione
La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha proclamato lo stato di emergenza nazionale. La regione di La Guaira è stata formalmente dichiarata “zona di disastro”. Le immagini che giungono dalle aree colpite mostrano enormi complessi residenziali sventrati, macerie nelle strade e la popolazione civile in fuga nel panico.
I danni infrastrutturali sono ingenti: l’aeroporto internazionale di Maiquetía-Caracas è stato chiuso d’urgenza dopo il parziale crollo del soffitto del terminal e i controlli sulla stabilità delle piste. Grandi arterie stradali risultano interrotte da frane o profonde crepe nel manto asfalto, complicando l’afflusso dei mezzi di soccorso.
Il drammatico bilancio e i dispersi
Secondo gli ultimi aggiornamenti ufficiali diffusi dalle autorità locali e dai media, i morti accertati sono almeno 188, mentre i feriti superano quota 900. Resta altissimo e drammatico il numero dei dispersi, inizialmente stimato in circa 40mila e successivamente aggiornato a poco più di 20.000 persone che i parenti non riescono a rintracciare o che si teme siano rimaste intrappolate sotto i palazzi collassati.
Vittima italiana e i soccorsi da Roma
Il dramma tocca da vicino anche l’Italia. Il Ministero degli Esteri ha confermato il decesso di un cittadino italo-venezuelano, rimasto vittima del crollo di una palazzina a La Guaira. Il Ministro Antonio Tajani ha espresso profondo cordoglio, sottolineando che l’Unità di Crisi della Farnesina è pienamente attiva per monitorare la situazione della folta comunità italiana residente nel Paese: sono infatti numerose le segnalazioni di connazionali che non rispondono al telefono a causa del blackout delle reti elettriche e telefoniche.
Per dare supporto immediato, il governo italiano ha disposto l’invio di un velivolo dell’Aeronautica Militare con a bordo squadre specializzate di soccorso e aiuti umanitari. Parallelamente, organizzazioni internazionali come la Croce Rossa hanno avviato raccolte fondi straordinarie per far fronte a una crisi che necessita dell’immediato supporto della comunità internazionale.

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