Dichiarato lo stato di emergenza. Il bilancio delle vittime sale drammaticamente mentre la macchina dei soccorsi internazionali si mobilita. Verifiche stringenti della Farnesina sui connazionali.
Una sequenza sismica di violenza inaudita – definita dagli esperti come la più forte registrata nel Venezuela settentrionale negli ultimi 126 anni – ha colpito il Paese, determinando una gravissima emergenza umanitaria e strutturale. Due violentissime scosse a brevissima distanza l’una dall’altra, con magnitudo valutate a 7.2 e 7.5 dalle reti di monitoraggio internazionali USGS e INGV, hanno fatto tremare l’intera fascia costiera e la capitale Caracas, provocando il crollo di numerosi edifici.
Gli ipocentri sono stati localizzati a ridosso della costa dello stato di Yaracuy. La prima forte scossa (magnitudo 7.2) è stata seguita dopo soli 39 secondi da una seconda ancora più distruttiva, di magnitudo 7.5. L’intensità del movimento tellurico ha spinto le autorità a diramare un’iniziale allerta tsunami per un raggio di 300 chilometri dall’epicentro, estesa anche a Porto Rico e alle Isole Vergini; l’allarme è fortunatamente rientrato nelle ore successive.
La presidenza ad interim, guidata da Delcy Rodríguez, ha proclamato l’immediato stato di emergenza nazionale. I numeri che giungono dalle aree colpite delineano i contorni di una vera e propria catastrofe:
–Le vittime: Il bilancio provvisorio ufficiale ha tragicamente superato i 900 morti e si registrano oltre 1.500 feriti ospedalizzati.
–I dispersi e gli sfollati: Rimane enorme l’incertezza per decine di migliaia di persone di cui non si hanno notizie, mentre sono almeno 70.000 le famiglie rimaste completamente senza una casa.
–Le zone più colpite: Lo stato costiero di La Guaira è l’epicentro della devastazione urbana. A Tucacas è interamente collassato il complesso residenziale La Mar Suites. Scene di panico e cedimenti strutturali sono stati segnalati anche nei quartieri centrali di Caracas e presso lo scalo aeroportuale.
La macchina degli aiuti internazionali si è attivata tempestivamente: squadre di ricerca e soccorso coordinate dalle Nazioni Unite sono in viaggio, mentre la Santa Sede ha disposto un primo stanziamento d’emergenza tramite l’Elemosineria Apostolica.
Massima allerta anche in Italia per via della fitta rete di corregionali residenti nel Paese sudamericano. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato il decesso di tre cittadini italo-venezuelani. L’Unità di Crisi della Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Caracas rimangono attive h24 per completare il tracciamento dei connazionali e assistere i feriti e le decine di italiani che risultano ancora non rintracciabili nella zona del disastro.

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