La trasformazione del movimento “Futuro Nazionale” in un vero e proprio assetto di partito accende le tensioni interne nell’isola. Malgrado l’allargamento in corsa del “parlamentino” nazionale da 100 a 120 membri, gli equilibri territoriali scontentano la base siciliana, lasciando escluse intere delegazioni provinciali.
Malumori, liti, invidie e gelosie. La transizione del movimento del generale Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale”, verso una struttura partitica organica e strutturata, sta registrando i primi, pesanti scricchiolii proprio in Sicilia. .
Se da un lato l’accoglienza per il generale nell’isola è stata indubbiamente calorosa e partecipata, dall’altro l’esito dell’assemblea nazionale di metà giugno a Roma ha lasciato profondi mal di pancia tra i rappresentanti dei comitati locali.
A guidare la rivolta è in particolare la folta delegazione della provincia di Palermo, rimasta del tutto esclusa e a bocca asciutta a seguito dell’elezione dell’Assemblea nazionale, l’organo direttivo (“parlamentino”) incaricato di dare voce alle diverse anime del territorio.
Per la Sicilia i posti assegnati sono stati infine sei. Tra i nomi emersi figurano l’ex vicesindaco di Rosolini, Carmelo Floriddia (forte di un consistente bacino di tesserati), e l’ex contractor catanese Salvatore Stefio, figura chiave del secondo comitato nato nella cittadina siracusana.
Le indiscrezioni provenienti dalla convention romana descrivono equilibri fragili, con le nomine di Stefio, Federica Guagliardo, Anna Maria Tortorici di Agrigento e Davide Bonsignore di Licata, affiancate a quelle in extremis dello stesso Floriddia e della messinese Luciana Verdiglione.
Mentre i referenti regionali cercano di gettare acqua sul fuoco, definendo le tensioni come una fisiologica fase iniziale di crescita del partito e ricordando che i giochi per i coordinamenti locali e i ruoli operativi reali sono ancora del tutto aperti, la base siciliana resta in fermento.
Tra tattiche di posizionamento e mimetizzazioni tipiche del mondo politico tradizionale, l’evoluzione del movimento di Vannacci in Sicilia si preannuncia complessa, divisa tra l’entusiasmo della piazza e lo scontro interno per la gestione del potere reale.
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