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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Corruzione per i fondi Ars: De Capitani e Cannariato a processo dal 2 novembre
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Corruzione per i fondi Ars: De Capitani e Cannariato a processo dal 2 novembre

By Redazione 133 Views 4 Min Read
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Il processo prenderà il via il prossimo 2 novembre. La gip Giuseppina Zampino ha disposto il rinvio a giudizio per Sabrina De Capitani, ex portavoce del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars) Gaetano Galvagno, e per l’imprenditrice Marcella Cannariato. Entrambe sono accusate di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sull’assegnazione dei fondi regionali destinati all’organizzazione di eventi promossi dalle fondazioni “Tommaso Dragotto” e “Marisa Bellisario”.

Contents
Le tesi d’accusa e la difesaIl quadro generale dell’inchiesta

Secondo l’impianto accusatorio formulato dalla Procura di Palermo, l’ex esponente dello staff di Palazzo dei Normanni e l’imprenditrice — che all’epoca dei fatti rappresentava i due enti beneficiari dei contributi pubblici — avrebbero agito in sinergia per la gestione illecita dei flussi finanziari regionali. Per Marcella Cannariato la posizione giudiziaria si inserisce in un quadro più ampio: nei mesi scorsi l’imprenditrice era già stata condannata, in sede di rito abbreviato, alla pena di due anni e mezzo di reclusione per un’altra tranche dello stesso procedimento, che vedeva coinvolta anche l’assessora Elvira Amata (anch’essa rinviata a giudizio).

Il decreto di rinvio a giudizio emesso dal Tribunale di Palermo non riguarda tuttavia solo De Capitani e Cannariato. Davanti ai giudici dovranno comparire anche Marianna Amato, ex dipendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, e il manager Alessandro Alessi.

Le tesi d’accusa e la difesa

Secondo i magistrati inquirenti, gli imputati avrebbero fatto parte di un “cerchio magico” ristretto attorno alla presidenza dell’Ars, beneficiando direttamente di un accordo corruttivo che sarebbe stato siglato tra Galvagno, De Capitani e Cannariato.

All’interno di questa rete, la figura di Alessi viene definita dai pubblici ministeri come quella di un «intermediario e facilitatore», capace di fornire un apporto determinante per la solidità degli accordi illeciti. Marianna Amato, invece, viene delineata come «istigatrice ed intermediaria». Si tratta di ipotesi e ricostruzioni che sono state fermamente e reiteratamente respinte dai diretti interessati nel corso di tutte le fasi delle indagini preliminari.

Il quadro generale dell’inchiesta

Questo filone processuale rappresenta uno degli assi portanti della più vasta indagine sull’uso illecito dei fondi in dotazione all’Assemblea Regionale. Il terremoto giudiziario aveva colpito in piena estate, lo scorso anno, lo stesso presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Il deputato di Fratelli d’Italia sta attualmente affrontando il processo con il rito ordinario insieme al suo autista, Roberto Marino, dopo che entrambi avevano formalizzato la richiesta di accesso al giudizio immediato.

Sulla posizione di Galvagno, imputato a vario titolo di corruzione, peculato, truffa e falso, pende al momento un’istanza presentata dai legali della difesa volta a ottenere il trasferimento degli atti processuali alla Procura di Catania, eccependo l’incompetenza territoriale del Tribunale di Palermo. Una mossa procedurale che potrebbe ridefinire la geografia giudiziaria di uno degli scandali politici più rilevanti degli ultimi anni nell’isola.

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