L’inchiesta che ha coinvolto la piattaforma di Timpazzo impone una riflessione seria sul sistema di gestione dei rifiuti. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e della presunzione di innocenza degli indagati, è evidente che non possiamo più continuare a gestire un settore così strategico attraverso emergenze e un eccessivo ricorso alle discariche.
Le discariche non possono essere il cardine del ciclo dei rifiuti. Se non gestite con rigore e trasparenza, rischiano di trasformarsi in vere e proprie bombe ecologiche, con pesanti conseguenze per l’ambiente, la salute e l’economia dei territori.
I nostri territori hanno bisogno di una moderna rete impiantistica che consenta di chiudere realmente il ciclo dei rifiuti: più raccolta differenziata, impianti di riciclo, digestori anaerobici per trasformare la frazione organica in biometano e, solo per la quota residuale dei rifiuti indifferenziati non riciclabili, termovalorizzatori di ultima generazione. E’ chiaro che, un sistema così congeniato, contribuirebbe a innescare un processo virtuoso in termini di occupazione e di contrasto al grave fenomeno di spopolamento che sta colpendo ormai da diverso tempo le aree interne, oltre che contribuire a ridurre la tariffa in particolare in territori con un alta presenza di persone anziane e fragili.
In questo scenario, il territorio di Gela può diventare un punto di riferimento dell’economia circolare. Un obiettivo che si aggiungerebbe agli importanti investimenti già realizzati da ENI con gli impianti Green e BioJet, rafforzando il percorso di riconversione industriale del territorio. In questa prospettiva, sarebbe auspicabile che ENI valutasse ulteriori investimenti nella filiera del biometano, come già avvenuto in altre realtà italiane, contribuendo a creare una filiera integrata dell’energia rinnovabile, nuova occupazione qualificata e maggiore sostenibilità ambientale.
L’inchiesta di Timpazzo deve rappresentare un punto di svolta. I nostri territori hanno bisogno di legalità, programmazione, investimenti e impianti moderni per superare definitivamente una gestione emergenziale che da troppi anni penalizza cittadini, imprese e lavoratori. È il momento di costruire un ciclo dei rifiuti moderno, efficiente e sostenibile, capace di trasformare un problema storico in una concreta opportunità di sviluppo per il territorio, e per farlo serve la corresponsabilità e l’impegno di politica, istituzioni, imprese, e organizzazioni sindacali.
Carmela Petralia
Segretaria Generale CISL Agrigento Caltanissetta Enna
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.