Spesso e volentieri, nel dibattito pubblico ad essere tacciati del reato di “copia e incolla” sono i giornalisti, accusati di pigrizia intellettuale.
Eppure, guardando attentamente alle dinamiche burocratiche nostrane, scopriamo che esiste una forma d’arte ben più raffinata ed elevata: il “copia e incolla istituzionale”.
Prendiamo il caso emblematico dell’avviso pubblico per l’assegnazione del bar all’interno della storica Villa Amedeo a Caltanissetta.
Abbiamo fatto il gioco del “trova le differenze” e mettendo a confronto i documenti ufficiali, salta all’occhio un dettaglio a dir poco esilarante.
Ci troviamo di fronte a due atti basati su delibere di giunta prodotte da due amministrazioni politiche completamente diverse.
La prima è la Delibera di Giunta n. 94 dell’11 ottobre 2023, partorita sotto l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Gambino. La seconda è la Delibera di Giunta n. 70 del 29 giugno 2026, sfornata dall’attuale amministrazione in carica.
Due ere politiche differenti, due coalizioni, due visioni teoricamente distinte della città.
Eppure, a parte qualche minimo, quasi impercettibile dettaglio (come i termini di scadenza o la sottile aggiunta nel 2023 della manutenzione delle fontane), i due testi sono letteralmente identici. Le stesse virgole, le stesse identiche formule matematiche per il calcolo dei punteggi, le medesime prescrizioni.
Le uniche reali discrepanze tra i due documenti si riducono a pochi elementi specifici:
- Date e scadenze: Il bando del 2023 prevedeva la presentazione delle domande entro il 15 dicembre dello stesso anno, mentre quello del 2026 sposta la scadenza al 14 settembre 2026.
- La manutenzione delle fontane: Nel testo del 2023, tra gli obblighi a carico del gestore (sia nei criteri di valutazione che nelle condizioni contrattuali), figurava esplicitamente la manutenzione della fontana per il loro corretto funzionamento. Questa specifica è stata completamente espunta nel bando del 2026.
- Luogo di presentazione: L’ufficio indicato per la consegna dei plichi passa dal settore “Patrimonio” con indirizzo dettagliato nel 2023, al più generico “ufficio Protocollo dell’Ente” nel 2026.
- Dettagli sull’immobile: L’avviso del 2023 includeva un capoverso iniziale che prometteva la consegna di una relazione illustrativa e della planimetria contestualmente al sopralluogo obbligatorio, riga non riproposta nella stessa sezione del nuovo bando.
Sia chiaro, non c’è nulla di male nel riutilizzare una buona base burocratica o un impianto amministrativo che funziona.
La continuità amministrativa è un valore, basta soltanto riconoscerla.
Citare la “paternità” del lavoro svolto da chi è venuto prima non toglie nulla al presente, anzi, nobilita l’azione di governo.
Ma la vera perla di questa operazione di clonazione documentale risiede in un paradosso logico ed economico. Come la cronaca cittadina ricorda bene, l’avviso del 2023 non andò esattamente a buon fine, lasciando la struttura al palo. Probabilmente, a non ritenere attraente o vantaggioso il bando sono proprio gli obblighi previsti. Basti guardare quelli inseriti nell’offerta tecnica dell’Avviso 2026, dove al gestore si richiede l’osservanza di pesanti prescrizioni minime:
- Obbligo di apertura dal 1° giugno al 31 agosto per tutta la giornata;
- Obbligo di aperture aggiuntive serali o festive in occasione di eventi speciali promossi dall’Amministrazione Comunale;
- Obbligo della pulizia dei bagni pubblici e la loro apertura tutto l’anno negli orari di apertura della Villa Amedeo, con l’obbligo che le porte di accesso siano con serratura dall’esterno e solo con la possibilità di chiusura dall’interno;
- Obbligo di controllo della zona dei giochi e della manutenzione della villa Amedeo per quanto riguarda il taglio prati e taglio erba infestante che dovrà avvenire almeno 4 volte l’anno.
A tutto questo carico si aggiunge l’onere economico immediato descritto nella sezione “Deposito cauzionale provvisorio”: prima ancora di presentare la domanda, i concorrenti devono costituire una garanzia a corredo dell’offerta pari a 1.000,00 euro, pena l’esclusione. Tale cauzione può essere versata in contanti alla Tesoreria Comunale o tramite polizza fideiussoria bancaria o assicurativa, vincolando l’impresa a un impegno formale ancora prima di sapere se mai gestirà un solo caffè.
Per arredare il chioschetto, attrezzatura da bar, la spesa si aggirerebbe intorno ai 20,000,00€.
Come la cronaca cittadina ricorda bene, l’avviso del 2023 non andò esattamente a buon fine, lasciando la struttura al palo.
Ora, davanti a un progetto che ha già dimostrato di non funzionare o di non attrarre gli investitori sperati, la logica amministrativa avrebbe suggerito una profonda e radicale revisione dei termini, dei requisiti o dei criteri di incentivo.
Invece no, si è preferito replicare l’atto quasi in fotocopia.
Il dubbio, venato di una certa ironia, sorge spontaneo.
Replicando esattamente le stesse identiche condizioni, con quale miracoloso calcolo ci si aspetta oggi un risultato diverso?
Ci si augura vivamente che la sorte di Villa Amedeo questa volta sia più fortunata, ma la fisica insegna che facendo sempre la stessa azione si ottiene il medesimo effetto.
Ammettere inoltre che un’idea non sia farina del proprio sacco, o riconoscere che una formula è stata semplicemente ereditata dal passato, richiede un gesto di umiltà e di onestà intellettuale che la politica fatica a digerire.
Oggi si preferisce incorrere in questi scivoloni, dimenticando che il web ha una memoria di ferro e che i PDF non svaniscono nel nulla, pur di dimostrare a tutti i costi di stare “lavorando a idee proprie e originali”.
Peccato che, tra una delibera del 2023 e una del 2026, la carta canti chiaramente, il vero lavoro di scrittura lo aveva già fatto qualcun altro. Ad Maiora
I due avvisi
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