L’ente convalida la versione di Conte: nessuna violazione sull’import dalla Cina. Smontate le accuse della maggioranza sulle forniture del 2020.
Agenzia delle Dogane, guidata da Roberto Alesse nominato nel gennaio 2023 e recentemente confermato per il prossimo triennio dal governo Meloni, smentisce categoricamente la narrativa e la propaganda della maggioranza riguardo alle mascherine cinesi acquistate nel 2020 dal secondo governo di Giuseppe Conte per contrastare l’emergenza pandemica.
Quella delle forniture sanitarie, divenuta nel tempo una potente arma politica per attaccare il leader del Movimento 5 Stelle, trova oggi un chiarimento tecnico definitivo che rischia di disinnescare lo scontro frontale in atto nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
Al centro delle contestazioni della destra (in particolare Fratelli d’Italia e Lega) vi sono commesse superiori al miliardo
di euro, bollate come “opache e irregolari”.
Le accuse principali rivolte all’ex premier riguardavano la presunta mancata vigilanza su stock di dispositivi in parte risultati non a norma e l’asserita illegittimità dello sdoganamento di merce priva di marcatura CE certificata.
A spegnere definitivamente le illazioni interviene però la circolare tecnica 18/2026 dell’Agenzia delle Dogane.
Il documento chiarisce un principio normativo fondamentale che smonta l’intero impianto d’attacco contro Conte: lo
sdoganamento di una merce non equivale affatto alla sua autorizzazione al commercio. Basandosi sul regolamento UE
1020/2019, l’Agenzia distingue nettamente tra «immissione in libera pratica» (la mera fase doganale) e «immissione sul
mercato» (la distribuzione finale al pubblico).
COMMISSIONE COVID
Audizione chiave Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d’Italia e tra i principali accusatori del governo precedente sul tema della gestione pandemica, è atteso in audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sul Covid.
In una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo, Bignami ha rilanciato con forza le proprie accuse, chiedendo espressamente un intervento incisivo della magistratura sulla maxi-commessa delle mascherine cinesi.
I nuovi chiarimenti tecnici forniti dall’Agenzia delle Dogane modificano però radicalmente il quadro normativo di riferimento entro cui si muoverà il dibattito parlamentare.
Il principio cardine: Secondo l’Agenzia delle Dogane, è perfettamente legittimo sdoganare prodotti privi dei requisiti
di conformità, purché l’operatore si impegni, tramite esplicita autocertificazione, a non immetterli in commercio prima di averli resi pienamente conformi alle norme vigenti.
Questa identica procedura ricalca esattamente il meccanismo di “sdoganamento condizionato” adottato nella primavera del 2020 per gestire l’afflusso massiccio di mascherine prive di marchio CE, le quali venivano svincolate sotto stretto obbligo di tracciabilità e in attesa delle necessarie verifiche tecniche.
La circolare conferma dunque la piena legittimità della condotta del governo in carica durante l’emergenza. Come sottolineato dalle opposizioni, la Commissione d’inchiesta sembra aver agito finora più come uno strumento di propaganda per colpire la credibilità di Conte, ignorando deliberatamente sia l’operato delle Regioni sia le sentenze giudiziarie che hanno già attestato la regolarità delle forniture, confondendo la legittimità normativa con i controlli materiali sui singoli lotti.
Mentre il centrodestra insiste sul passato, un nuovo fronte legato a Pechino imbarazza il governo Meloni: l’assegnazione di appalti per la sicurezza nei porti italiani alla società cinese Nuctech, azienda inserita nella blacklist del Pentagono e sotto indagine da parte dell’Unione Europea.
Washington ha espresso forti proteste formali a Palazzo Chigi per i rischi legati alla sicurezza dei dati sensibili della Nato, ipotizzando che i software degli scanner possano comunicare direttamente con Pechino.
Un paradosso evidente: chi attacca le decisioni emergenziali del 2020 si trova oggi a gestire pesanti tensioni diplomatiche con l’alleato statunitense a causa dell’acquisto di sistemi di controllo cinesi in piena epoca di pace.
-Prendendo spunto da un articolo del ilFattoQuotidiano
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