Via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge. Tra le novità: fermo preventivo esteso aiminorenni anche per i vigili urbani, procedibilità d’ufficio per le aggressioni alle forze dell’ordine e stopai risarcimenti per i ladri in caso di legittima difesa
Il Consiglio dei Ministri ha formalmente approvato il nuovo disegno di legge (Ddl) sulla sicurezza,
introducendo un ampio pacchetto di norme coordinate dal Viminale per contrastare il disagio giovanile
e potenziare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine. Il testo si inserisce nel solco delle
riforme dedicate all’ordine pubblico, espandendo in modo significativo le tutele per gli agenti e la
prevenzione del crimine urbano, con un focus mirato sul fenomeno delle cosiddette “baby gang”.
Stretta “Anti-Maranza” e contrasto alle Baby Gang
Il nuovo provvedimento rafforza le misure già introdotte con il precedente decreto sicurezza di inizio anno. Tra le novità di maggior rilievo spicca il reato legato al porto d’armi bianche: chiunque venga trovato fuori dalla propria abitazione, senza un giustificato motivo, con un coltello o uno strumento da taglio di lunghezza pari o superiore a 8 centimetri rischia la reclusione da sei mesi a tre anni. Per prevenire i reati nelle tratte più sensibili della mobilità pubblica, è stata inoltre istituita una specifica circostanza aggravante se il fatto viene commesso a bordo di treni, autobus o altri mezzi di trasporto collettivo.
Focus: Che cos’è la misura “Anti-Maranza”?
Una risposta legislativa mirata al contenimento di fenomeni di microcriminalità giovanile, vandalismo e violenza nei
luoghi della movida o di grande aggregazione urbana, facilitando gli interventi preventivi prima della consumazione
dei reati.
Fermo preventivo ai minori e ruolo della Polizia Locale
Una delle riforme strutturalmente più rilevanti riguarda l’estensione del “fermo preventivo” di polizia. Questa misura,
finalizzata alla tutela dell’ordine pubblico in contesti ad alto affollamento o durante manifestazioni, potrà ora essere
applicata anche ai minorenni. L’intervento scatta in presenza di fondati indizi di pericolosità sociale, come ad esempio il
possesso ingiustificato di armi o oggetti atti a offendere.
Inoltre, per garantire una capillarità d’azione senza precedenti, il potere di applicare il fermo preventivo viene esteso
anche agli agenti di Polizia Locale (i vigili urbani), finora esclusi da tali dinamiche operative d’emergenza.
Più tutele per gli agenti: procedibilità d’ufficio
Sul fronte della tutela delle forze di polizia operanti sul territorio, il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha
evidenziato l’introduzione della procedibilità d’ufficio per i casi di lesioni personali inflitte a ufficiali o agenti di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria nell’esercizio delle loro funzioni. In precedenza, le lesioni classificate come lievi o lievissime richiedevano la querela della vittima per poter avviare l’azione penale. Con questa modifica, lo Stato perseguirà automaticamente qualsiasi aggressione fisica ai danni del personale in divisa.
Aggressione ad Agenti Procedibilità d’ufficio per lesioni personali (anche lievissime) inflitte a forze dell’ordine in servizio.
Fermo di Prevenzione Esteso ai minorenni e applicabile anche dalla Polizia Locale nelle aree a forte afflusso (movida).
Danneggiamento di Gruppo Estensione dell’arresto differito (anche facoltativo) se il reato è commesso da 5 o più persone.
Porto d’armi (Coltelli) Reclusione da 6 mesi a 3 anni per lame ≥ 8 cm.
Aggravante per autobus e ferrovie.
Un altro tassello del disegno di legge riguarda le modifiche al codice penale in materia di reati contro il patrimonio. Il
governo ha introdotto la possibilità di applicare l’istituto dell’arresto differito (sia in flagranza che come opzione
facoltativa) per il reato di danneggiamento. Questa procedura eccezionale, che consente l’arresto anche nelle ore
successive al compimento del reato grazie alle prove video o fotografiche, sarà utilizzabile esclusivamente qualora il
danneggiamento sia compiuto da un gruppo composto da almeno cinque persone.
Infine, il Ddl modifica direttamente il codice civile per risolvere una controversia giuridica spesso al centro del dibattito
pubblico. Viene esplicitamente esclusa la possibilità per l’autore di un reato di richiedere o ottenere un risarcimento del
danno civile qualora sia rimasto ferito o danneggiato a seguito della reazione di legittima difesa da parte della vittima.
Il Ministro Piantedosi ha spiegato come il provvedimento miri a tutelare le vittime (ad esempio in caso di rapina in
abitazione) che, pur potendo incorrere in procedimenti penali per valutare l’eventuale eccesso colposo, non dovranno in
alcun modo risarcire economicamente il malvivente che ha violato la loro proprietà o incolumità.
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