Politica ed Economia | Analisi sulle contromisure del Governo contro il rincaro della benzina
In Sintesi
- Obiettivo: Frenare i rincari di benzina e gasolio utilizzando l’extra-gettito IVA generato dall’aumento del prezzo del petrolio per ridurre le accise.
- Impatto sui conti pubblici: Nullo o quasi, poiché il meccanismo è autofinanziato e non pesa sul deficit dello Stato.
- Il nodo dei tempi: L’intervento è reattivo e non preventivo: richiede che il rialzo si consolidi per un bimestre prima di trasformarsi in sconto.
- Entità del risparmio: Stimata tra 7 e 10 centesimi al litro in scenari ad alto prezzo del barile.
1. Il contesto: il vertice a Palazzo Chigi
Di fronte alla costante spinta al rialzo dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa, il Governo studia contromisure per attenuare l’impatto sui bilanci di famiglie e imprese. Il tema è stato al centro di un vertice a Palazzo Chigi tra la Premier Giorgia Meloni e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Tra le opzioni sul tavolo, l’attenzione si è concentrata sull’attivazione delle accise mobili, uno strumento compensativo già previsto dall’ordinamento ma che richiede precise condizioni tecniche ed economiche per scattare.
2. L’anatomia del prezzo alla pompa: come funzionano le imposte
Per comprendere il funzionamento del calmiere occorre distinguere le due componenti fiscali che gravano su ogni litro di carburante erogato in Italia:
- L’Accisa: Imposta indiretta fissa. Si applica in misura prefissata per ogni litro di carburante, indipendentemente dalle fluttuazioni del greggio sul mercato internazionale.
- L’IVA (22%): Imposta proporzionale calcolata in percentuale sul prezzo finale, accise comprese (dando luogo al noto effetto di “tassa sulla tassa”).
Quando il prezzo del petrolio sale, la quota fissa dell’accisa resta invariata, ma l’incasso percentuale dell’IVA aumenta in termini monetari assoluti, generando per lo Stato un extra-gettito non preventivato.
3. Il meccanismo compensativo: come si autofinanzia lo sconto
Il principio delle accise mobili è di tipo compensativo e a impatto zero sul bilancio pubblico:
- Quando il prezzo del barile cresce, l’IVA incassata dallo Stato sale (es. da 0,30 € a 0,35 € al litro).
- L’extra-gettito ottenuto (0,05 €) viene impiegato per tagliare l’accisa fissa di pari importo (da 0,72 € a 0,67 €).
- Risultato: Il prezzo finale al distributore scende di 5 centesimi e le entrate complessive dell’erario rimangono invariate.
4. Perché lo sconto arriva in ritardo e quali sono i limiti
Nonostante il vantaggio della neutralità finanziaria, lo strumento presenta difetti strutturali:
- Rilevazione bimestrale: Il meccanismo non si attiva automaticamente ad ogni singola fiammata dei prezzi. Scatta solo se il prezzo medio del carburante nel bimestre precedente supera il valore di riferimento fissato nel Documento di Economia e Finanza (DEF).
- Tempistiche di incasso: Prima di applicare lo sconto, lo Stato deve materialmente contabilizzare l’incasso dell’extra-IVA. Ciò significa che il ribasso arriva alla pompa con diverse settimane di ritardo rispetto all’inizio dei rincari.
- Livello delle accise invariato: Il meccanismo interviene solo sui picchi congiunturali, senza intaccare le aliquote base delle accise italiane, che restano tra le più alte d’Europa.
5. Stima del risparmio e confronto con i tagli diretti
| Tipologia di Intervento | Costo per le Casse dello Stato | Tempistica di Efficacia | Entità dello Sconto Stimata |
|---|---|---|---|
| Taglio Diretto / Secco | Elevato (Miliardi di € di extra-deficit) | Immediata | Importante (es. 15 – 30 cent/litro) |
| Accise Mobili | Nullo / Neutro sui saldi | Differita (Settimane / Mesi) | Contenuta (es. 7 – 10 cent/litro) |
In uno scenario con il Brent intorno ai 105 dollari al barile (a fronte di un benchmark DEF di circa 66 dollari), lo sconto ottenibile con le accise mobili si aggirerebbe tra i 7 e i 10 centesimi al litro. A differenza dei tagli secchi applicati in passato — immediati ma estremamente onerosi per il debito pubblico —, le accise mobili costituiscono un sollievo più contenuto e differito, ma sostenibile per le finanze dello Stato.
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