L’amministrazione annuncia lo stop pomeridiano per il 4, 11 e 18 agosto parlando di “provvedimento eccezionale”. Ma sommandole alle chiusure del 23 e 28 luglio, gli stop del martedì e giovedì diventano ormai una regola sistematica.
Con una nota rilasciata agli inizi di agosto, il Comune di Caltanissetta ha annunciato l’ennesima rimodulazione degli orari di apertura della Biblioteca Comunale “Luciano Scarabelli”. Nei pomeriggi di martedì 4, 11 e 18 agosto 2026, la struttura di Corso Umberto I terrà i portoni serrati nella fascia pomeridiana, garantendo il servizio soltanto la mattina (dalle 08:00 alle 13:00).
Nel comunicato dell’Ufficio Stampa si legge la formula di rito: si tratterebbe di decisioni prese per imprecisati «motivi organizzativi» e di «un provvedimento in via del tutto eccezionale e limitato esclusivamente alle tre giornate indicate».
Se si consulta lo storico recente, solo luglio, degli avvisi del Comune, tuttavia, il concetto di “eccezionalità” appare decisamente stiracchiato. Scorrendo le comunicazioni dell’ultimo mese, si scopre un vero e proprio “effetto fotocopia”:
- Giovedì 23 luglio: chiusura pomeridiana straordinaria annunciata come “provvedimento in via del tutto eccezionale”.
- Martedì 28 luglio: nuova chiusura pomeridiana straordinaria, anch’essa definita “in via del tutto eccezionale”.
- Martedì 4, 11 e 18 agosto: altre tre chiusure pomeridiane straordinarie, definite ancora una volta “in via del tutto eccezionale”.
Cinque pomeriggi di serrata nell’arco di meno di quattro settimane. Continuare a definire “straordinario” o “eccezionale” un fenomeno che si ripete quasi ogni martedì (e con cadenza pressoché settimanale da un mese a questa parte) rappresenta un cortocircuito di facciata. Per gli utenti, di straordinario resta ormai solo il fatto di riuscire a trovare la biblioteca aperta di pomeriggio.
Sulla carta, la Biblioteca Scarabelli dovrebbe osservare l’orario di rientro pomeridiano (15:00 – 20:00) dal lunedì al giovedì. Di fatto, con la raffica di disdette comunicate di volta in volta con la solita motivazione dei “motivi organizzativi”, l’orario estivo del martedì e del giovedì è stato quasi del tutto smantellato.
A farne le spese sono gli studenti universitari che cercano di preparare la sessione d’esami autunnale, i lavoratori e i cittadini che intendono usufruire dei servizi bibliografici durante le ore libere dopo il lavoro. Se i problemi organizzativi o di personale sono strutturali, sarebbe più trasparente per l’Amministrazione stabilire e comunicare un orario estivo ridotto ufficiale, anziché dispensare un bollettino continuo di “chiusure straordinarie” che di straordinario hanno ormai ben poco.

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