Nessun avvicendamento al Viminale per l’autunno: tra l’ascesa nei sondaggi di Futuro Nazionale guidato da Vannacci, i ritardi sul Ponte sullo Stretto e i malumori interni in via Bellerio, si complica il quadro per la leadership della Lega.
La mossa di Palazzo Chigi: la squadra di governo resta invariata
La Premier Giorgia Meloni chiude categoricamente la porta a qualsiasi ipotesi di rimpasto d’esecutivo. La decisione, emersa attraverso le sue ultime dichiarazioni sui media, blinda la compagine governativa e conferma Matteo Piantedosi alla guida del Ministero dell’Interno.
Nelle ultime settimane, il segretario leghista Matteo Salvini e diversi esponenti del Carroccio avevano riacceso il dibattito sulla sicurezza (anche con interventi programmatici e prese di posizione sulla gestione dei flussi migratori), lasciando intendere la volontà di rivendicare la guida del Viminale dopo il proscioglimento sul caso Open Arms. La linea scelta da Palazzo Chigi è invece improntata alla continuità e alla stabilità istituzionale, mantenendo l’attuale assetto ministeriale.
L’incognita elettorale a destra: la concorrenza di Vannacci
A rendere più complesso lo scenario per la segreteria leghista contribuisce l’evoluzione del quadro politico a destra. L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega a febbraio 2026 e la nascita della sua nuova formazione, Futuro Nazionale, stanno determinando una redistribuzione dei consensi all’interno del centrodestra.
I dati demoscopici di agosto evidenziano una crescita costante del partito di Vannacci, a diretto danno del Carroccio:
- Supermedia YouTrend / SkyTg24: Futuro Nazionale viene attestato al 7,1%, superando la Lega (attorno al 5,8%).
- Rilevazione SWG: Futuro Nazionale si attesta al 7,2%, contro il 5,5% della Lega.
- Analisi Bidimedia: Si registra un travaso continuo di consensi all’interno della stessa coalizione, con una crescita mensile di circa 1,5 punti per la nuova formazione.
Dossier Infrastrutture e nodi sulle Riforme
Sul fronte dell’azione governativa affidata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il bilancio è segnato dalla riprogrammazione di alcuni cantieri chiave:
- Ponte sullo Stretto: Dopo i rilievi della Corte dei Conti sul progetto definitivo e le successive modifiche procedurali, un decreto ha redistribuito 2,8 miliardi di euro spostandoli sul quadriennio 2030-2034, allontanando l’effettiva conclusione dell’opera oltre il termine dell’attuale legislatura.
- Autonomia Differenziata: Il perimetro della riforma Calderoli si è ridimensionato a seguito dei pronunciamenti della Corte Costituzionale (sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025). Le intese votate sul finire dell’estate con quattro regioni del Nord sono state limitate a quattro materie specifiche (protezione civile, professioni, previdenza complementare e tariffe sanitarie).
Malumori in via Bellerio e le richieste di una guida collegiale
La combinazione di un rimpasto mancato, consensi sotto pressione e riforme ridimensionate ha innescato un serrato dibattito interno. Nei recenti direttivi milanesi di via Bellerio, diversi esponenti storici ed amministratori territoriali del Nord hanno sollecitato una riflessione critica sulla linea strategica.
Si fa strada la richiesta di adottare una gestione maggiormente collegiale del partito, valorizzando figure istituzionali di primo piano e forti del radicamento territoriale, come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il presidente del Consiglio regionale veneto Luca Zaia.
Per la Lega si apre dunque una fase d’autunno decisiva, orientata al consolidamento dell’identità di partito e al riposizionamento all’interno della coalizione di governo.
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