Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al provvedimento che cancella la tassa automobilistica per i veicoli di cilindrata medio-piccola e per i motocicli. La misura coinvolgerà oltre il 70% del parco auto circolante, ma prevede precisi paletti d’accesso.
ECONOMIA & MOTORI | Le nuove misure fiscali sui trasporti
Una svolta attesa da milioni di contribuenti e automobilisti italiani: il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento che introduce l’abolizione del bollo auto per le vetture medio-piccole e per tutte le moto. Definito dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni come il definitivo superamento di “una tassa profondamente odiata”, il provvedimento intende dare respiro ai bilanci familiari in una fase segnata dal rincaro dei carburanti e dal costo della vita.
La misura si affianca ad altre disposizioni sul fronte energetico, come la proroga del taglio delle accise sul gasolio con meccanismo di decalage.
1. Quali veicoli rientrano nel beneficio e l’impatto sul parco auto
L’agevolazione ha una portata numerica rilevante:
- Autoveicoli: la misura riguarda le auto con potenza medio-bassa (fino alla soglia identificata dei 80 kW / 108 CV), coprendo oltre il 70% delle vetture attualmente circolanti in Italia.
- Motocicli e Ciclomotori: l’esenzione si applica alla totalità dei motocicli.
Nonostante le richieste di un allargamento della platea avanzate dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (favorevole a superare il limite degli 80 kW e a revisionare la disciplina del c.d. superbollo), il testo approvato fissa paletti stringenti per garantire la tenuta dei conti pubblici.
2. La regola del “Bonus Unico” per cittadino
Per evitare un uso sproporzionato del beneficio e contenere l’impatto sulle finanze pubbliche, l’esenzione non verrà applicata a pioggia su qualsiasi mezzo posseduto.
- Una sola agevolazione per contribuente: ogni cittadino potrà usufruire dello sconto o dell’esenzione totale per un solo veicolo a sé intestato.
- Caso di più auto possedute: qualora un contribuente sia proprietario di due o più auto con i requisiti richiesti e identica potenza (espresso in kW), l’agevolazione verrà applicata d’ufficio al mezzo che comporterebbe la quota di bollo di importo inferiore.
- Ciclomotori: per i cinquantini e le moto di piccola cilindrata, in presenza di più veicoli, il criterio premia il mezzo con la data di prima immatricolazione più lontana nel tempo (ovvero la moto più datata).
3. Le esenzioni già esistenti e le tutele per l’elettrico e la disabilità
La nuova norma si inserisce in un quadro normativo che già prevede specifiche esenzioni strutturali a livello nazionale e regionale:
- Legge 104 e disabilità: restano pienamente confermate le esenzioni totali e permanenti destinate ai veicoli adibiti al trasporto di persone con disabilità o intestate a soggetti con requisiti riconosciuti da ACI e Agenzia delle Entrate.
- Auto Elettriche ed Ecologiche: a livello nazionale permane la gratuità del bollo per i primi 5 anni dalla prima immatricolazione per le vetture 100% elettriche, seguita da una riduzione del 75% per gli anni successivi (salvo ulteriori agevolazioni migliorative deliberate dalle singole Regioni).
- Auto Storiche: confermati i tagli del 50% per i veicoli d’epoca tra i 20 e i 30 anni e l’esenzione totale (sostituita da una quota di circolazione simbolica) per i mezzi con più di 30 anni.
4. Il nodo delle risorse regionali e le tempistiche
L’abolizione del bollo apre inevitabilmente un dibattito finanziario. La tassa automobilistica rappresenta per le Regioni un’entrata tributaria cruciale, stimata tra i 6,5 e i 7 miliardi di euro all’anno. Le entrate mancanti dovranno essere compensate da trasferimenti statali o coperture di bilancio dedicate.
- Quando entrerà in vigore? Trattandosi di misure inserite nella programmazione finanziaria di bilancio, l’efficacia operativa per gli automobilisti entrerà a regime a partire dal 1° gennaio 2027.
- Modalità di controllo e gestione: La verifica delle posizioni tributarie e il corretto adempimento delle pratiche restano in capo ai portali dedicati regionali, all’Agenzia delle Entrate e alla piattaforma PagoPA.
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