Si è spento all’età di 96 anni Don Antonio Mazzi, figura simbolo dell’impegno sociale, della lotta alle dipendenze e dell’accoglienza degli ultimi. Prete, educatore e comunicatore fuori dagli schemi, Don Mazzi ha dedicato l’intera vita al recupero e al riscatto di giovani in difficoltà, lasciando un segno indelebile nel tessuto sociale ed ecclesiale italiano.
Nato a Verona nel 1929, ordinato sacerdote nel 1956 tra i Poveri Servi della Divina Provvidenza, Don Mazzi ha legato indissolubilmente il suo nome alla Comunità Exodus, fondata negli anni ’80 per offrire un’alternativa di recupero ai giovani travolti dal dramma della tossicodipendenza e dall’emarginazione. Il suo approccio, basato sull’ascolto, sulla disciplina del lavoro e sulla valorizzazione della persona al di là degli errori commessi, ha salvato migliaia di ragazzi.
Persona dal carattere forte e dalla battuta pronta, Don Mazzi si è sempre distinto per un linguaggio schietto e privo di formalismi, capace di parlare sia ai giovani di strada che ai grandi schermi televisivi, dove è stato a lungo presenzialista e opinionista per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’educazione e della prevenzione.
Il ricordo delle istituzioni: “Una delle anime di Milano”
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo politico, sociale e culturale. Particolarmente sentito il ricordo delle istituzioni milanesi, città in cui Don Mazzi ha operato per decenni rendendo il Parco Lambro un presidio di solidarietà e rinascita.
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha espresso il proprio dolore ricordando Don Mazzi come «una delle anime di Milano, un uomo che ha saputo guardare dove gli altri distoglievano lo sguardo, dando speranza e una seconda possibilità a chi pensava di non averne più».
Centinaia i messaggi di affetto che in queste ore stanno giungendo da ex ragazzi delle sue comunità, personalità dello spettacolo e rappresentanti del mondo volontario. Con la scomparsa di Don Antonio Mazzi, l’Italia perde una voce profetica, talvolta sferzante, ma sempre mossa da un profondo amore per l’uomo e per la giustizia sociale.

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