Al Teatro Rosso di San Secondo di Caltanissetta per la regia di Cinzia Maccagnano I CAVALIERI di Aristofane arrivano al Teatro Rosso di San Secondo nella Nuova Stagione diretta da PrimaQuinta e da Aldo Rapè, nuovo direttore artistico del teatro di Caltanissetta.
Domenica 8 Febbraio alle ore 18.00, una delle più antiche e divertenti commedie di Aristofane, rappresentata nel 424 a. C, andrà in scena per la regia della talentuosa e ormai affermata regista Cinzia Maccagnano, vincitrice del premio Danzuso alla regia 2025, per la cura ed il forte senso della scena, e per la capacità di restituire ai personaggi una complessità emotiva che dialoga con il
presente, rendendo universali anche i testi più antichi.
Una feroce critica alla classe politica ateniese e alla volgarità e la cialtroneria dei giorni nostri e un meccanismo scenico perfetto tra il surreale e la comicità marcata. Un tripudio di colori e situazioni comiche all’interno di un circo sgangherato che rappresenta la società passata e presente.
La trama è quanto mai attuale, durante la guerra del Peloponneso, Atene è governata da un demagogo arrogante e vigliacco che asseconda i peggiori istinti e la credulità del popolo. Liberare il paese da questo individuo è il fulcro su cui è costruita la vicenda e il compito assegnato all’azione comica. Ma per scalzare un farabutto ne serve uno peggiore.

REGIA Cinzia Maccagnano
Con Raffaele Gangale, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano, Marta
Cirello, Andrea Maiorca, Maria Chiara Pellitteri
Domenica 8 Febbraio 2025 h 18
Teatro Rosso di San Secondo Caltanissetta
https://www.ticketzeta.com/biglietti/i-cavalieri-08-febbraio-2026-teatro-rosso-di-sansecondo-
caltanissetta-1128.html
Note di regia
Sulla scena del nostro circo decadente campeggia un cartello con la scritta “CERCASI CARATTERISTA”, ovvero l’attore capace di interpretare personaggi caricaturali ed eccentrici, quindi il ruolo necessario alla commedia e, nel caso de I Cavalieri, necessario anche alla scena politica, che conquisti il pubblico e Popolo.
La commedia comincia con due servi, due servi di casa, servi del Popolo, due “comici dell’arte politica” che si autodefiniscono servi dello Stato, i quali, non soddisfatti del proprio tornaconto, cercano una strada per liberarsi di tale Paflagone, demagogo arrogante e ruffiano, che di mestiere fa il conciapelli, il quale asseconda i peggiori istinti del Popolo e ne trae vantaggio solo per sé. In breve, ci mostrano l’unica strada possibile che per scalzare un farabutto: ne serve uno peggiore.
E lo trovano: un salsicciaio, un uomo che viene dalla strada, il quale si dichiara ignorante e ladro perciò, si direbbe, non adatto a fare politica. Ma i due servi lo adulano e convincono che ha tutte le doti necessarie, che anzi è proprio “un politico nato” e che sono pronti a garantirgli l’appoggio necessario di una parte di società: lo sosterranno i Cavalieri.
Ecco quindi che comincia la girandola di numeri che altro non sono che scontri verbali, come nelle tribune politiche con tanto di par condicio, e azioni ruffiane nei confronti del Popolo, come le continue false promesse di piazza di ogni tempo.
Interessante però è la visione che di Demos, ovvero Popolo, ci dà Aristofane: un vecchio egoista e corruttibile, intento solo al proprio benessere, credulone, pronto a scegliere come proprio governate chi promette di trattarlo meglio.
Ma in un a parte rivela al pubblico che gli piace fare lo scemo! Allevare in Parlamento chi lui stesso sceglie, esaltandolo e rendendolo tronfio, finché non si senta insoddisfatto e allora, come un Tiranno, lo farà cadere.
Insomma la volgarità, l’egoismo, la cialtroneria del tempo sembrano proprio coincidere con quelli del nostro.
E i Cavalieri? Chi sono? Nella società Ateniese era una classe sociale che oggi potremmo individuare in quella della media borghesia. Ma nella nostra società, a mio avviso, le varie classi sociali hanno ridotto notevolmente le differenze. I Cavalieri sono strumento dell’azione demagogica dei politici, e, in un coro in particolare, rivelano il loro stare dalla parte del Poeta, il loro essere attori. Aristofane stesso si fa difendere da loro. Perciò ho voluto identificare i Cavalieri con gli artisti che in tutti i tempi e in quello nostro più che mai, sono mossi ancora da ideali e sempre pronti alla “lotta”, ma poiché tenuti sempre allo stato di necessità, ecco che finita la protesta promossa da interessi politici, tornano “in quinta”, come burattini, vivi, ma non autonomi.
In tutto questo circo, spietato e a tratti zotico, che è la vita sociale e politica di cui ci parla Aristofane e anche di questi tempi, mi mancava una voce “popolare” che nel Popolo rappresentato di Aristofane non c’è.
Allora mi è venuta in soccorso la poesia ironica, satirica e sentimentale di Trilussa che in 3 quadri ferma il ritmo serrato della scena per consegnarci una morale, una riflessione che, come dice Pasolini, è “una desolata incredulità nelle cose del mondo”.
Cinzia Maccagnano
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
