Apprendo dalla stampa della vicenda di Walter Pio e di sua madre Teresa Lipani e ritengo doveroso, in qualità di cittadino e di persona impegnata nella vita della comunità, esprimere pubblicamente la mia solidarietà e la mia preoccupazione.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Nisseno, la famiglia denuncia il mancato riconoscimento concreto delle ore di assistenza domiciliare ed educativa previste dal progetto personalizzato di Walter Pio.
Di fronte a una situazione di questo tipo non posso e non voglio rimanere in silenzio.
Quando è in gioco la vita quotidiana di una persona con grave disabilità, la politica e le istituzioni hanno il dovere di mettere da parte ogni divisione e concentrarsi su una sola priorità: garantire concretamente i diritti della persona.
Mi rivolgo pertanto al Comune di Serradifalco, al sindaco e all’amministrazione comunale affinché venga fatta immediatamente chiarezza sulla vicenda e affinché siano adottate tutte le iniziative necessarie, nell’ambito delle rispettive competenze, per assicurare alla famiglia risposte concrete.
Lo dico con fermezza: amministrare una comunità significa anche assumersi la responsabilità di affrontare i problemi delle persone più fragili.Non è sufficiente richiamare procedure, competenze o difficoltà burocratiche. Quando una famiglia chiede aiuto, le istituzioni devono trovare la strada per rispondere. Se esistono ostacoli amministrativi, vanno rimossi. Se sono necessarie risorse, vanno individuate. Se sono coinvolti altri enti, il Comune deve farsi promotore di un confronto immediato.
Quello che non può accadere è che, mentre le istituzioni discutono, una persona con grave disabilità e la sua famiglia continuino a vivere una situazione di incertezza.
La politica si misura anche da queste cose. Si misura dalla capacità di ascoltare chi non ha la forza di farsi sentire, dalla capacità di stare accanto alle famiglie e dalla volontà di trasformare i diritti riconosciuti sulla carta in diritti realmente garantiti.
Esprimo quindi la mia piena solidarietà a Walter Pio e a sua madre Teresa e chiedo al Comune di Serradifalco di affrontare questa vicenda con la massima urgenza, trasparenza e responsabilità. Walter Pio non può essere considerato una semplice pratica amministrativa. È una persona, con diritti e dignità che devono essere rispettati.Io non intendo voltarmi dall’altra parte.
Ritengo che su temi come la disabilità la politica debba avere il coraggio di prendere posizione e di chiedere risposte, indipendentemente dagli schieramenti. Quando sono in gioco i diritti delle persone più fragili, il silenzio non è una scelta. Desidererei mettermi personalmente in contatto con Walter Pio e con sua madre Teresa, per ascoltare direttamente la loro situazione, comprendere fino in fondo quanto sta accadendo e seguire da vicino questa che, per quanto emerge, appare una situazione assurda e che non può essere lasciata cadere nel silenzio.
Calogero Jonathan Amato – Dirigente Regionale PSI Sicilia
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