La gip decide sui domiciliari. La Procura deposita intanto una relazione di servizio sullo ‘sfogo’ del politico
Oggi è il giorno di Salvatore Cuffaro. L’ex Presidente della Regione siciliana interrogato questa mattina, dalle 9.30, dalla gip del Tribunale di Palermo che dovrà decidere se accogliere la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura di Palermo. L’interrogatorio arriva nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione, associazione per delinquere e turbativa d’asta. “Ho fiducia nella giustizia”, le parole di Cuffaro all’arrivo in tribunale accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano.
Sono 18 gli indagati, tra cui il leader di Noi Moderati Saverio Romano, che è stato interrogato ieri sera dalla Gip, respingendo tutte le accuse nei suoi confronti. Parlando della presunta segnalazione di una persona per un subappalto all’Asp Siracusa, Romano ha detto ai giornalisti: “Le contestazioni sono quelle nei capi di imputazione”. Sull’appalto di Siracusa ha spiegato: “Non è accaduto, non c’è stata nessuna possibilità che potesse accadere, perché ab origine non c’era nessun patto tra me e questi signori, ovviamente. E, quindi, non ci poteva essere, posto che non c’era il patto, nemmeno una ricaduta sul patto”. Secondo Romano, “il fatto al quale io devo necessariamente attenermi è che non c’è una sola intercettazione che mi possa riguardare. E anche nelle chat c’e’ mai un riferimento a patti criminosi”.
Agli atti della inchiesta c’è da qualche giorno anche una relazione di servizio dei carabinieri del Ros. Si tratta di uno ‘sfogo’ raccolto dai militari dall’ex Presidente della Regione all’indomani delle perquisizioni. Cuffaro ha detto ai militari che il direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone, sarebbe “uomo di Forza Italia” e che la accelerazione nella gara sarebbe stata frutto “dell’intervento di Romano Francesco Saverio”, come si legge nelle carte. Cuffaro si sarebbe limitato ad aiutare Mauro Marchese, rappresentante legale della Dussmann che vinse l’appalto, ma perché “in passato aveva avuto delle divergenze con l’ex direttore generale dell’Asp, Ficarra; Marchese lamentava il fatto che Ficarra non li facesse lavorare”, come scrivono i carabinieri. Oggi Cuffaro risponderà alle domande della gip di Palermo.
Fonte Adnkronos
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