Dopo l’era dei “no vax”, la cronaca registra una nuova e bizzarra tendenza complottista: quella dei “no chip”. L’obiettivo dei seguaci di questa teoria è manomettere la propria carta d’identità elettronica (CIE), rimuovendo con un taglierino o strumenti artigianali il microchip incorporato nel documento per la presunta paura di essere “tracciati” dalle autorità.
Il fenomeno in Italia: dai tutorial web alle denunce
La tendenza, importata direttamente dalla Germania attraverso video tutorial circolati sui social network, ha iniziato a diffondersi in diverse zone d’Italia, trovando terreno fertile in particolare in Alto Adige.
- I controlli e le denunce: Nel territorio di Bolzano e dintorni, i Carabinieri (in particolare i militari di Egna) hanno registrato diverse denunce negli ultimi mesi. Episodi simili sono emersi anche in Val Venosta — dove il fenomeno ha coinvolto trasversalmente anche i più giovani — e a Laives, dove un 47enne si è presentato in caserma con un documento palesemente forato.
- Le conseguenze legali: Per i trasgressori non si tratta di una semplice bravata, ma di un vero e proprio reato penale. I documenti manomessi vengono sequestrati e nei confronti dei possessori scatta la denuncia per falsità documentale.
Un falso mito: il chip non geolocalizza
La convinzione alla base della teoria è totalmente infondata. Le autorità e gli esperti di sicurezza ricordano che il microprocessore inserito nella carta d’identità elettronica assolve funzioni ben precise:
- Dati anagrafici e biometrici: Contiene esclusivamente le informazioni strettamente necessarie all’identificazione del titolare.
- Servizi digitali: Permette l’autenticazione sicura per l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione (come lo SPID o la CIEId).
Il chip non possiede alcuna funzione di geolocalizzazione o tracciamento in tempo reale, rendendo la rimozione fai-da-te non solo inutile al fine di eludere controlli inesistenti, ma estremamente dannosa poiché rende il documento invalido e passivo di sanzioni penali.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.