Entra nel vivo la nuova fase del governo Schifani. Questo pomeriggio, alle ore 15:00, i tre nuovi assessori regionali presteranno giuramento davanti all’Assemblea Regionale Siciliana.
La cerimonia, calendarizzata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, segna l’inizio ufficiale del mandato per i nuovi componenti della giunta, scelti dal Presidente della Regione per dare nuovo slancio all’azione amministrativa.
I tre nuovi assessori che giurano oggi davanti all’Ars, completando la squadra di governo di Renato Schifani, sono:
- Marcello Caruso (Forza Italia): Già coordinatore regionale del partito, assume la delega alla Salute, succedendo a Daniela Faraoni. La sua nomina è vista come un segnale di rafforzamento politico degli azzurri in un settore chiave.
- Nuccia Albano (Democrazia Cristiana): Medico legale di lunga esperienza, segna il ritorno ufficiale della DC in giunta. Le è stata affidata la delega alla Famiglia, alle Politiche Sociali e al Lavoro.
- Elisa Ingala (Movimento per l’Autonomia – MpA): Commercialista ed esperta in amministrazione giudiziaria, entra in quota MpA (il partito di Raffaele Lombardo). Si occuperà di Autonomie locali e Funzione pubblica.
Con questi ingressi, il Presidente Schifani punta a stabilizzare i rapporti con le forze della coalizione (FI, DC e MpA), bilanciando le rappresentanze politiche dopo le recenti tensioni interne alla maggioranza.
Tuttavia, il clima a Palazzo dei Normanni resta teso, con un’opposizione pronta a dare battaglia ma che deve fare i conti con visioni interne divergenti.
Il caso Amata e la mossa del M5S
Al centro del dibattito parlamentare resta la mozione di censura contro l’assessora al Turismo, Elvira Amata. Il documento, promosso dal Movimento 5 Stelle, punta a colpire la gestione del comparto turistico, chiedendo un segnale forte di discontinuità. Nonostante si preveda l’appoggio di gran parte delle minoranze, il fronte del “no” all’assessora registra una defezione pesante.
Lo strappo di Cateno De Luca
A sfilarsi dall’iniziativa dei grillini è Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord ha chiarito la propria posizione con la consueta schiettezza:
“Non parteciperemo a questo voto di censura perché non la riteniamo un’azione seria e, soprattutto, l’esito è scontato. Il problema non è il singolo assessore: se ne deve andare Schifani insieme a tutta la sua giunta.”
Secondo De Luca, colpire un solo esponente del governo sarebbe una mossa puramente simbolica e inefficace ai fini di un reale cambiamento politico.
Equilibri di coalizione: Forza Italia e Fratelli d’Italia
Mentre l’opposizione discute sulle strategie, la maggioranza prova a compattarsi:
- Forza Italia: Il neo-commissario Nino Minardo ha avviato una serie di incontri con i deputati azzurri. L’obiettivo è chiaro: serrare i ranghi, azzerare le polemiche interne e imporre il silenzio stampa per evitare ulteriori fughe in avanti che possano destabilizzare il partito.
- Fratelli d’Italia: I riflettori sono puntati anche sui “meloniani”. Non si esclude che, a breve, il partito possa chiedere al governatore un ulteriore tagliando alla propria squadra di assessori per riequilibrare i pesi politici interni.
Con il giuramento di oggi, Schifani spera di chiudere la pratica rimpasto, ma la strada verso la stabilità amministrativa appare ancora in salita.
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