Sparatoria a Bondi Beach, Sydney, in Australia: sarebbero almeno 12 le persone rimaste uccise, tra di loro anche rabbino di Sydney Eli Schlanger, lo riporta il Times of Israel. I feriti sono 29, ma il bilancio è provvisorio. Il rabbino emissario si chiamava Chabad Eli Shlanger, tra le vittime anche un bambino di una scuola ebraica locale.
Il commissario di polizia del Nuovo Galles del Sud, Mal Lanyon, nel corso di una conferenza stampa. Lanyon ha detto che si è trattato di un attacco terroristico.
Due attentatori sono stati uccisi a loro volta dalla polizia. Non è conosciuto ancora il numero preciso delle persone che hanno aperto il fuoco sulla folla che celebrava la festa ebraica di Hanukkah sulla spiaggia. Le testimonianze e le informazioni in merito sono ancora confuse. Alcuni media parlano inoltre di almeno 60 feriti.
Sono ”probabilmente di origine pakistana gli attentatori”. Lo riferiscono fonti informate ad Adnkronos. Al momento le autorità non hanno confermato la nazionalità degli attentatori, si cerca un terzo sospetto che sarebbe riuscito a sfuggire. Confermato il ritrovamento di un ordigno esplosivo in un veicolo appartenente a uno dei presunti autori: “Abbiamo rilevato un ordigno esplosivo rudimentale in un’auto collegata a uno dei due terroristi. Gli artificieri della polizia stanno lavorando sul luogo del ritrovamento”, ha dichiarato il capo della polizia.
Non ci sono invece notizie sulla nazionalità di tutte le vittime, ma si apprende dalla Farnesina che non ci sono italiani coinvolti.
Jeremy Leibler, presidente della Federazione Sionista d’Australia ha dichiarato: “La comunità ebraica è sotto shock. C’erano 2.000 membri della comunità ebraica che celebravano Hanukkah e accendevano insieme la prima candela a Bondi Beach. Siamo in stato di massima allerta”.
La ricostruzione
La polizia del Nuovo Galles del Sud ha risposto alle segnalazioni di un attentatore che ha aperto il fuoco a Bondi Beach. Le immagini condivise sui social media, spiega il Daily Star, mostrano un massiccio intervento della polizia nella zona, frequentata da gente del posto e turisti. Testimoni hanno riferito che un uomo è sceso da un veicolo a Campbell Parade e ha aperto il fuoco. Ulteriori riprese dalla scena mostrano due persone vestite di nero che sparano sulla spiaggia.
La spiaggia di Bondi, situata nella periferia orientale della città, è un luogo iconico amato da gente del posto e turisti. È una delle spiagge più famose al mondo, rinomata per la sua atmosfera rilassata e la sabbia dorata e anche per il surf.
Gli uomini scesi dal veicolo in Campbell Parade, vicino al Bondi Pavilion, hanno aperto il fuoco intorno alle 18.40 (le 8.40 in Italia). L’evento, Chanukah by the Sea, era pubblicizzato come una serata di divertimento per famiglie.
Ahmed, l’eroe che ha disarmato attentatore
Si chiama Ahmed al Ahmed l’eroe che questa mattina è riuscito a disarmare uno degli attentatori di Bondi Beach. Filmati che circolano sui social media mostrano l’uomo mentre prende alle spalle un terrorista che sta sparando, gli salta addosso e lo disarma. L’attentatore inciampa e cade. Ahmed gli punta addosso il fucile, ma non ha evidentemente il coraggio di sparare e si limita a cercare di attirare l’attenzione della polizia mentre a pochi metri l’altro terrorista continua a sparare.
A quanto riferito da diversi media, Ahmed ha 43 anni, due figli e gestisce un negozio di frutta. E’ stato ricoverato in ospedale per ferite d’arma da fuoco.
Il premier australiano convoca Comitato di Sicurezza Nazionale
L’Australia sradicherà “odio, violenza e terrorismo”. Lo ha dichiarato il primo ministro australiano Anthony Albanese annunciando di aver convocato per questa sera una riunione urgente del comitato per la sicurezza nazionale e sottolineando che la comunità ebraica avrà tutte le risorse necessarie. ”C’è stato un devastante episodio terroristico a Bondi, durante la celebrazione dell’Hanukkah in riva al mare. Si tratta di un attacco mirato contro gli ebrei australiani il primo giorno di Hanukkah, che dovrebbe essere un giorno di gioia, una celebrazione della fede, ma è un atto malvagio, antisemita e terroristico che ha colpito il cuore della nostra nazione”, ha dichiarato il premier australiano.
”Un attacco contro gli ebrei australiani è un attacco contro ogni australiano e contro ogni australiano”, ha proseguito Albanese affermando che ”non c’è posto per questo odio, questa violenza e questo terrorismo nella nostra nazione. Voglio essere chiaro: li sradicheremo”.
Rivolgendosi alla comunità ebraica, Albanese ha detto che ”come primo ministro, a nome di tutti gli australiani, dico alla comunità ebraica: siamo al vostro fianco. Vi abbracciamo e stasera ribadiamo che avete tutto il diritto di essere orgogliosi di chi siete e di ciò in cui credete”. Albanese ha quindi aggiunto che gli ebrei hanno tutto ”il diritto di pregare, studiare, vivere e lavorare in pace e sicurezza. E ci arricchite come nazione. Non dovreste mai dover sopportare la perdita che avete subito oggi. Non dovreste mai conoscere la paura che avete conosciuto stasera”.
Israele: “A Sidney un crudele attacco contro gli ebrei”
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato la sparatoria a Sydney, definendola un “crudele attacco contro gli ebrei” e ha esortato le autorità australiane a intensificare la lotta contro l’antisemitismo. “Proprio in questi momenti, le nostre sorelle e i nostri fratelli a Sydney, in Australia, sono stati attaccati da vili terroristi in un attacco molto crudele contro gli ebrei”, ha dichiarato Herzog in un discorso durante un evento a Gerusalemme, dove ha invitato l’Australia a “combattere contro l’enorme ondata di antisemitismo che sta affliggendo la società australiana”.
Solidarietà al popolo ebraico da leader mondiali. Alte cariche israeliane attaccano premier australiano
Tra i primi a esternare solidarietà e preoccupazione la premier italiana Giorgia Meloni con un post sui social: “Seguo con profondo dolore le drammatiche notizie che arrivano da Sydney. Nel condannare ancora una volta con fermezza ogni forma di violenza e di antisemitismo, l’Italia esprime il proprio cordoglio per le vittime e si stringe ai loro cari, ai feriti, alle comunità ebraiche e rinnova la propria amicizia al popolo australiano”
“A Sydney, un attacco terroristico antisemita ha colpito alcune famiglie riunite per festeggiare Hanukkah. La Francia esprime la propria solidarietà alle vittime, ai feriti e ai loro cari. Condividiamo il dolore del popolo australiano e continueremo a lottare senza sosta contro l’odio antisemita, che ferisce tutti noi, ovunque colpisca”. Così su X il presidente francese, Emmanuel Macron.
Diversi leader israeliani hanno condannato la sparatoria. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha scritto su X che l’attacco è “il risultato della deriva antisemita nelle strade dell’Australia negli ultimi due anni Il governo australiano, che ha ricevuto innumerevoli segnali di allarme, deve tornare alla ragione”. In un altro post, Saar ha criticato una dichiarazione del primo ministro australiano Anthony Albanese per non aver definito l’episodio un attacco antisemita. “Parole che non troverete nella dichiarazione del premier: ebrei, antisemitismo, terrorismo”, ha scritto. E invece quelle parole il premier Albanese le ha poi usate.
Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, esponente dell’estrema destra, ha scritto su X che “il sangue delle vittime è sulle mani del governo australiano, che ha annunciato il riconoscimento di uno Stato “palestinese” e ha dato legittimità al terrorismo contro gli ebrei”.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato il governo australiano di avere alimentato l’antisemitismo sfociato nell’attentato di oggi a Sydney. “Tre mesi fa, ho scritto al primo ministro australiano per dirgli che la sua politica stava alimentando il fuoco dell’antisemitismo,” ha detto Netanyahu, riferendosi a una lettera inviata ad Anthony Albanese in agosto dopo che Canberra aveva annunciato la decisione di riconoscere uno stato palestinese. “L’antisemitismo è un cancro che si diffonde quando i leader restano in silenzio e non agiscono”, ha insistito Netanyahu in un discorso trasmesso dalla televisione israeliana.
Il Mossad aveva inviato numerosi avvertimenti all’Australia sui rischi che la comunità ebraica potesse essere presa di mira, questo emergerebbe da fonti della sicurezza israeliana riportate dalla stampa di Tel Aviv. La polizia australiana ha negato di aver mai ricevuto allerta. “Se avessimo avuto informazioni di intelligence avremmo usato la mano pesante”, ha detto il capo della polizia locale. Il capo del Servizio di Sicurezza Australiano, Mike Burgess, ha riferito che uno degli attentatori era noto alle autorità, ma non come una minaccia immediata.
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha condannato l’attentato. “Gli Stati Uniti condannano fermamente l’attacco terroristico in Australia che ha preso di mira una celebrazione ebraica. L’antisemitismo non ha posto in questo mondo”, ha scritto su X. “Le nostre preghiere vanno alle vittime di questo orribile attacco, alla comunita’ ebraica e al popolo australiano”, ha aggiunto.
Fonte RaiNews.it
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