Nel 2025 le auto elettriche in Italia hanno raggiunto quota 365mila, con oltre 94mila nuove immatricolazioni (+46%) e una quota di mercato annua del 6%. Il forte picco di dicembre (+107% su base annua) è dovuto agli incentivi lanciati dal governo a ottobre, ma l’effetto potrebbe essere temporaneo. Nonostante la crescita, l’Italia rimane ultima in Europa per diffusione delle Bev con il 6% di market share, molto distante dai Paesi come l’Olanda (36%) e la Francia (19%)
Al 31 dicembre 2025, le auto elettriche circolanti in Italia erano 365mila. Secondo l’analisi di Motus-E, l’intero anno ha registrato oltre 94mila immatricolazioni (+46%), di cui 12mila solo nel mese di dicembre con 108mila unità. La quota di mercato annuale delle auto elettriche si attesta al 6%.

Rimane stabile la distribuzione delle auto per classe di emissioni, con il mercato che continua a vedere la categoria 91-135 gCO2/km (fascia intermedio-bassa di emissioni di anidride carbonica) segnare il maggior numero di immatricolazioni (65%).
I punti di ricarica sono oltre 70mila, le infrastrutture di ricarica 37.500 e i pool di ricarica 23.700.
L’impennata di dicembre
Nell’ultimo mese del 2025 le immatricolazioni delle auto elettriche sono state oltre 12mila unità, contro le 5.800 dello stesso mese del 2024 (+107%). La quota di mercato mensile dell’11% è superiore rispetto a quella dello stesso mese del 2024, che si fermava al 5%.

La spinta è arrivata dalle consegne degli ordini effettuati grazie agli incentivi lanciati dal governo lo scorso ottobre. Il dato è positivo, ma fino a un certo punto: potrebbe rappresentare un fuoco di paglia. Basta allargare lo sguardo sulla situazione complessiva nazionale e su quella degli altri principali mercati europei per capire che l’Italia è ancora decisamente indietro nella diffusione di auto elettriche.
Divisione regionale delle immatricolazioni di auto elettriche
Per quanto riguarda le immatricolazioni su base regionale, a primeggiare è ancora il Nord-Ovest con oltre 32mila unità. A seguire, il Nord-Est registra quasi 24mila unità, il Centro più di 21mila, il Sud 11mila e le Isole oltre 5.500.

Il 2025 vede in testa la Lombardia con oltre 23.700 veicoli immatricolati nel 2025 (+42% rispetto all’anno precedente), seguita dal Lazio con più di 12mila immatricolazioni (+55%). Seguono il Veneto con 7.600 veicoli immatricolati (+33%), il Trentino Alto-Adige con 7.400 (+69%), l’Emilia-Romagna con 7.400 veicoli (+37%) e il Piemonte con 7mila unità (+29%).
La situazione europea delle auto elettriche
Nonostante l’incremento di market share delle Bev in tutti i maggiori Paesi europei, l’Italia resta il fanalino di coda. In testa troviamo Paesi Bassi e Belgio, con un market share rispettivamente del 36% e del 34%. Seguono Regno Unito e Francia, con quote pari al 22,8% (+4%) e al 19,6% (+2,5%). La Germania si attesta al 18,8% (+5%), seguita dalla Spagna con l’8,8% (+3%). A chiudere la classifica troviamo l’Italia, che si ferma a quota 6,2% di market share.

Le parole del presidente di Motus-E
“I numeri del 2025 vanno letti con attenzione, per pianificare le strategie da mettere in campo nell’immediato futuro – sottolinea Fabio Pressi, presidente di Motus-E -. La combinazione degli incentivi nell’ultima parte dell’anno e della crescente disponibilità di modelli elettrici mass market ha messo in luce un evidente interesse degli italiani per questa tecnologia, che può essere valorizzato per colmare il preoccupante ritardo rispetto agli altri Paesi europei”.
“Tuttavia – conclude Pressi -, l’effetto della corsa al bonus Isee si esaurirà in pochi mesi ed è essenziale pianificare le prossime mosse, per dare finalmente al mercato la continuità e la prevedibilità di cui hanno bisogno sia i consumatori che l’industria. Una leva decisiva in questo senso può essere rappresentata dalle flotte aziendali. Si tratta di un canale indispensabile, in grado di orientare con solidità il mercato e di andare incontro anche alle esigenze dei tanti che si rivolgono all’usato. Alla luce di ciò, e in considerazione del recente aggiornamento del fleet mandate europeo, Motus-E ritiene non più procrastinabile una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, il cui impianto è sostanzialmente fermo agli anni Novanta”.
Fonte ecodellecittà.it
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