Torna e si è diffuso con una rapidità sui social e nelle chat private, di un presunto avviso diramato dal Ministero dell’Interno, lo abbiamo appena ricevuto anche noi, anche se ancora di questi avvisi pare che fortunatamente ancora in città non se ne siano visti,
L’avviso inizia così: “Ai sensi dell’articolo 650 del codice penale si comunica ai cittadini quanto segue: si invitano gli eventuali non residenti di questo edificio a lasciare le abitazioni ospitanti per rientrare nel loro domicilio di residenza. Le autorità svolgeranno dei controlli nei condomini e nelle abitazioni private.”
Ma non solo. Sono indicate anche le sanzioni agli eventuali non residenti che non intendessero lasciare le altrui case: “Ammenda fino a 206 euro, l’arresto fino a mesi, la reclusione da 3 a 12 anni nei casi più gravi.”
Benché sia poco chiaro cosa mai potranno significare questi “casi più gravi”.
Nel foglio, che sembra provenire dal “Ministero dell’Interno. Dipartimento della Pubblica sicurezza”, sono inoltre indicati i documenti da esibire in caso di controllo.
Una doppia diffusione
L’avviso sul presunto controllo ai non residenti, dicevamo, ha goduto di vasta e rapida diffusione in Rete.
Tuttavia, stavolta pare che la notizia abbia avuto una doppia vita parallela, virtuale e… reale. Infatti avvisi simili sarebbero stati trovati nei portoni delle abitazioni di diversi comuni d’Italia
Le segnalazioni sono arrivate soprattutto da città del centro e del sud: Roma, Napoli, Bari, Avellino e Caserta.
Quando la Rete fa il suo dovere
Tuttavia, per una volta non ci si è limitati a diffondere la fake news in modo indiscriminato.
Parallelamente, in molti si sono premurati di mettere in guardia i cittadini. Sui social possiamo infatti leggere messaggi sulla falsariga di questo: “Stanno mettendo affissi ai portoni degli avvisi con i quali anticipano la richiesta di accesso agli appartamenti per il controllo della residenza. È falso. Sono ladri, la fonte è sicura. Avvisiamo più persone e condividiamo.”
La bufala
Non servirebbe aggiungerlo: il messaggio sui controlli ai non residenti è una bufala.
Se non bastasse la forma qui e là zoppicante, ce ne dovremmo accorgere dal contenuto: nemmeno nel peggior stato di polizia si potrebbero fare controlli a tappeto nelle abitazioni, arrivando a chiudere in gattabuia (sino a 12 anni!) eventuali trasgressori.
Vale la pena di ricordare l’articolo 14 della nostra amata Costituzione, che ci ricorda l’inviolabilità dei domicili (salvo casi particolari, d’accordo).
Una fake news del 2020
Ma, si diceva all’inizio, questa fake news ha l’amaro sapore del primo lockdown.
È stato infatti in quelle settimane di ansie talvolta irrazionali, e precisamente nel marzo del 2020, che un identico messaggio era già circolato sui social. E sia le forze dell’ordine che diverse amministrazioni comunali si erano affrettate a bollarlo come falso.
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