Riceviamo e pubblichiamo
L’atteggiamento dell’ACI di Trapani e del suo Presidente, riguardo all’estromissione dal campionato Supersalita merita una riflessione seria e, forse, un po’ meno autoreferenziale.
Dopo due anni di partecipazione consecutiva, è comprensibile che ci fosse entusiasmo e la speranza di consolidare un rapporto stabile con la serie.
Ma trasformare quella speranza in una sorta di “diritto acquisito” è un passo che non sta né in cielo né in terra.
Le partecipazioni passate non garantiscono automaticamente una corsia preferenziale per il futuro. I campionati – soprattutto quelli nazionali di livello sempre più competitivo – fanno le loro scelte sulla base di criteri tecnici, organizzativi e di merito, e la Coppa Nissena ha avuto sempre punteggi migliori di Erice, non sulla base dell’abitudine o della persistenza. Immaginare che due edizioni bastino per blindare la propria presenza significa ignorare completamente la natura dinamica di queste competizioni.
Invece di lamentarsi pubblicamente, forse sarebbe stato più utile interrogarsi su cosa non abbia convinto gli organizzatori del Supersalita:
C’è stato davvero un salto di qualità nell’organizzazione?
L’evento ha portato un ritorno adeguato alla serie?
Sono stati rispettati tutte le richieste e gli standard richiesti?
E’ stata data prova di una progettualità a lungo termine?
Il territorio di Trapani ha un potenziale enorme, e nessuno lo mette in dubbio. Ma il potenziale non è un titolo di proprietà. Le sedi vengono scelte per merito, programmazione, solidità e capacità di offrire qualcosa di rilevante al campionato. Le lamentele a posteriori rischiano solo di indebolire ulteriormente l’immagine dell’ente, invece di rafforzarla.
Il motorsport non è mai stato un settore che premia il “siamo sempre stati qui”, ma quello che dimostra di saper andare più veloce – non solo sulle strade, ma anche nell’organizzazione.
Forse dimentica il Presidente Pellegrino che due anni fa, quando nacque il Supersalita, si era parlato chiaramente ed espressamente di Rotazione, la Monte Erice e non si spiegano ancora i motivi, è stata per due anni consecutivi Supersalita, nonostante non abbia garantito standard elevati di sicurezza.
Strade troppo strette e muretti pericolosi a ridosso della strada, pochissime via di fuga in caso di incidente, asfalto vecchio e scivolo, pubblico spesso a ridosso di zone pericolose.
Forse sarebbe stato molto più utile e veritiero da parte del Presidente Pellegrino, dire di essere stati bravi e fortunati ad avere avuto per due anni consecutivi il Supersalita, e adesso gustarsi e imparare dalla.cronoscalata più antica d’italia.
Calogero Palermo Consigliere Comunale di Area Civica e Appassionato di Motorsport
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