Tra annunci altisonanti e proclami trionfalistici, da mesi si parla di un’imminente e spettacolare “ondata” di nuove aperture commerciali nel cuore della nostra città.
Eppure, a oggi, di tutte queste novità tanto sbandierate sul corso e nelle vie principali non vi è ancora la minima traccia. Certo, bisogna essere intellettualmente onesti e considerare che l’avvio di nuove attività deve spesso fare i conti con l’impervio percorso ad ostacoli della burocrazia locale e con una complessa gestione logistica. Ma l’attesa si sta prolungando oltre ogni ragionevole aspettativa.
Mentre si aspetta un domani che non arriva mai, la realtà quotidiana presenta un conto decisamente amaro: leggiamo purtroppo di nuove chiusure.
Abbassano le serrande negozi storici, attività simboliche che per decenni hanno rappresentato il motore economico della zona, conferendo lustro, identità e vita alle nostre strade.
Al netto di qualche sporadico trasferimento, che non è una vera e propria novità, ma solo uno spostamento di pedine da strade limitrofe al corso principale ,la percezione diffusa è desolante: di una reale rinascita non vi è traccia.
A rendere il quadro ancora più paradossale è l’esito della discussa abolizione della ZTL.
A differenza delle città con un centro davvero attivo ed evoluto, dove la ZTL viene valorizzata per tutelare l’isola pedonale, la vivibilità e l’attrattività turistica, qui si è preferito fare un passo indietro.
Per anni i commercianti avevano additato le limitazioni al traffico come la causa principale della sofferenza del settore, indicando nella riapertura alle auto l’unica ancora di salvezza. Oggi che la ZTL è un ricordo, l’unica “rinascita” tangibile che i residenti e i visitatori possono osservare, magari comodamente seduti nelle loro auto, è un evidente aumento del degrado e una proliferazione senza freni del parcheggio selvaggio.
Auto lasciate in doppia fila e nuovi parcheggi creatisi dalla mancanza dei paletti lungo corso Vittorio Emanuele: il tutto si consuma quotidianamente proprio sotto le finestre di chi dovrebbe vigilare, controllare e garantire il rispetto delle regole per evitare che si arrivasse a questo punto.
A completare la desolazione ci pensa il fine settimana, quando in centro si registra il vero e proprio deserto. Non si fa nulla per cercare di rivitalizzare la zona con manifestazioni di vario genere, come sagre, mercatini o eventi culturali capaci di richiamare persone.
In compenso, si assiste alla trasformazione di quello che doveva essere il nuovo terminal o stazione degli autobus in un mega parcheggio destinato a condurre, tramite bus navetta, cittadini e visitatori in centro.
A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: portarli in centro per far cosa esattamente? Ad Maiora
Foto generata con GEMINI

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