CALTANISSETTA – Nel giorno più solenne per la comunità nissena, la festa del Santo Patrono San Michele Arcangelo, la secolare macchina della Settimana Santa ha compiuto il suo primo, fondamentale passo verso il futuro. Il 29 settembre 2026, l’Associazione Real Maestranza Città di Caltanissetta ha ufficializzato il nome del Capitano per l’anno 2027: sarà il maestro Salvatore Fiocco, stimato artigiano di 66 anni, a ricevere l’onore di guidare la storica istituzione in rappresentanza della categoria dei Marmisti.
Per Fiocco si tratta del coronamento di una vita dedicata all’artigianato e alla vita associativa della Maestranza, della quale è stato presidente di categoria (ruolo oggi ricoperto dal figlio Luigi, attuale presidente dell’associazione generale) e Scudiero nel 2005. Una passione di famiglia radicata nel tempo, che ricalca le orme del nonno paterno Salvatore, già Capitano in passato. Fiocco succede a Giuseppe Truscelli (categoria Muratori), leader nel 2026, e a Gaetano Villanucci (Pittori e Decoratori), che ha guidato il sodalizio nel 2025.
La Categoria dei Marmisti: Una Storia di Arte e Riscatto
All’interno dei dieci ceti artigianali che compongono la Real Maestranza, quella dei Marmisti rappresenta l’unione perfetta tra il lavoro manuale e la sensibilità artistica, storicamente custode della lavorazione dei materiali lapidei che adornano i palazzi e le chiese del centro storico nisseno.
La nomina di Salvatore Fiocco assume quest’anno un significato ancora più profondo: segna il definitivo e armonioso ritorno della categoria ai vertici dell’istituzione dopo le vicende del passato (come l’esclusione interna del 2015), dimostrando la compattezza e la vitalità di un ceto che continua a essere colonna portante dell’economia e della cultura cittadina.
Il Cuore della Settimana Santa: Il Calendario dei Riti
La figura del Capitano è il perno attorno cui ruota l’intera Settimana Santa di Caltanissetta, un evento iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia e inserito nel circuito internazionale Europassion. I riti si sviluppano in un crescendo di pathos e devozione:
- Domenica delle Palme: Le celebrazioni si aprono con la suggestiva processione di Gesù Nazareno, il cui simulacro viene adagiato su una caratteristica barca interamente addobbata di fiori colorati.
- Lunedì e Martedì Santo: Giorni dedicati alle sacre rappresentazioni teatrali della Scinnenza (la deposizione dalla Croce), che trasformano le vie del centro in un teatro a cielo aperto in costume d’epoca.
- Mercoledì Santo (Il giorno della Real Maestranza): La mattina appartiene interamente al Capitano e alle categorie artigiane, che sfilano in abito scuro e guanti bianchi. Nel pomeriggio, la città si popola con la sfilata delle diciannove Varicedde, piccoli gruppi statuari della Passione.
- Giovedì Santo: È la volta della grandiosa processione delle Vare, i sedici monumentali gruppi sacri commissionati a fine Ottocento agli scultori Francesco e Vincenzo Biangardi.
- Venerdì Santo: Il momento del silenzio e del lutto profondo, dominato dalla processione del Cristo Nero, il patrono storico della città portato a spalla a piedi scalzi dai tradizionali Fogliamari.
Il Giuramento e il Passaggio delle Consegne: I Privilegi del Capitano
La trasformazione del maestro artigiano in “Capitano” segue un cerimoniale rigido che affonda le radici nel 1806, anno in cui re Ferdinando IV di Borbone concesse il titolo di “Real” alla milizia cittadina.
La mattina del Mercoledì Santo, il Sindaco di Caltanissetta si reca presso la residenza del Capitano per scortarlo fino al Palazzo Civico, dove avviene la solenne consegna delle chiavi della città e il giuramento di fedeltà. Da quel preciso istante, l’artigiano assume simbolicamente i poteri di massima autorità cittadina per l’intera giornata. Durante la processione, il Capitano indossa la fascia tricolore, porta lo spadino e la feluca d’ordinanza e guida le categorie a volto scoperto, a differenza del resto dell’anno in cui sfila con i segni del lutto. Davanti al Santissimo Sacramento, riceve il privilegio esclusivo di portare in mano la bandiera reale, simbolo di una comunità che riconosce nel lavoro manuale la sua più alta dignità storica e spirituale.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.