Respingono fermamente ogni contestazione gli undici indagati coinvolti nell’inchiesta dei carabinieri sulle presunte irregolarità nella gestione di tre residenze per anziani di Caltanissetta.
Nel corso degli interrogatori di garanzia, la linea difensiva è apparsa fin da subito unitaria: negare qualsiasi tipo di responsabilità e contestare radicalmente il quadro accusatorio delineato dalla Procura nissena.
L’indagine, che ha scosso profondamente l’opinione pubblica locale, ipotizza a vario titolo il grave reato di abbandono di persone incapaci.
Per i responsabili delle tre strutture e della cooperativa che si occupa del servizio di assistenza, la Procura ha chiesto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Per gli altri otto indagati è stata avanzata la richiesta dell’obbligo di dimora.
Oltre alle accuse principali, sei operatori socio-assistenziali devono rispondere anche del reato di esercizio abusivo della professione infermieristica. Tuttavia, per questo specifico capo d’imputazione non è stata richiesta alcuna misura cautelare restrittiva da parte dell’ufficio inquirente.
Nelle prossime ore, conclusa la delicata fase degli interrogatori, la decisione finale spetterà alla gip Sofia Milone, che dovrà valutare la fondatezza delle richieste cautelari avanzate dai magistrati della Procura.
L’ex amministratore della società che gestisce la “Regina di Sicilia Residenza per anziani”, da poco dimessosi dall’incarico, ha depositato una dettagliata memoria difensiva. Successivamente ha risposto punto su punto alle domande dei pubblici ministeri, ribadendo con forza che gli ospiti non sono mai stati lasciati in condizioni di abbandono o di pericolo.
L’ex amministratore ha documentato la regolarità delle prestazioni fornite, allegando atti e cartelle a sostegno della propria ricostruzione dei fatti.
Sulla stessa linea difensiva si è attestato l’amministratore delle residenze “Casa dei Gerani 2” e “La Stella”, il
quale ha fornito ampi chiarimenti e delucidazioni nel corso del proprio faccia a faccia con gli inquirenti.
Analogamente, dichiarazioni spontanee sono state rese dalla legale rappresentante della cooperativa incaricata dell’assistenza degli anziani ospiti, respingendo l’ipotesi di deficit assistenziali.
Anche gli operatori socio-assistenziali hanno escluso qualsiasi maltrattamento.
Riguardo alle contestazioni sull’esercizio abusivo della professione medica, hanno ammesso di aver praticato iniezioni di insulina, precisando però di aver agito esclusivamente dietro espressa indicazione e prescrizione di medici o infermieri professionali abilitati.
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