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Caltanissetta: La città e il suo degrado. Di Marat

Autore: Redazione Visualizzazioni: 238 Tempo di lettura: 7 Pubblicato il: 14/10/2026 09:50
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Giorni fa ho avuto il pacere di ospitare delle persone e, ovviamente, come è mio solito fare li ho portate in giro per la città.

A loro è piaciuta la piazza anche se non riuscivano a capire come fosse così poco frequentata vista anche l’ora. Erano le sei del pomeriggio.

Mi hanno chiesto della Fontana del Tripisciano e come mai tante vetrine di quello che erano negozi fossero in quello stato di abbandono lungo Corso Vittorio Emanuele, dove le macchine erano posteggiate nel lato dx della carreggiata, con paletti divelti e tolti per far posto alle fermate o soste delle macchine.

E poi il deserto commerciale di Corso Umberto (la parte che a piedi raggiunge Viale Regina Margherita), ho fatto visitare la villa Amedeo e la villa Cordova, dove da piccolo questo mio conoscente giocava, è rimasto come bloccato dai ricordi ma la realtà lo ha svegliato e mi faceva domande su come è stato possibile che si siano ridotte in questo stato di abbandono.

Io ho risposto che l’incuria, la mancanza di programmazione, la mancanza di personale (manca la figura del custode che viveva la sua giornata lì dentro e trattava quel bene comune come se fosse suo, oggi al massimo aprono e chiudono i cancelli).

Quando poi abbiamo fatto una passeggiata tra la piazza e la chiesa del Collegio, gli ho parlato che il centro si sta ripopolando o che, almeno, si sta tentando, con aiuti economici, a fare in modo che qualche attività produttiva e commerciale possa ritornare a far rivivere quello che era “il salotto” della città, siamo stati folgorati da delle vetrine in allestimento che promettevano l’apertura di un centro per progettazione di zanzariere.

A quel punto il primo ad essere stupito sono stato io e non riuscivo a rispondere a delle domande che anch’io mi facevo in quel momento. Ma come, si danno i permessi per aprire in pieno centro, dove dovrebbero esserci bar, ristoranti, librerie, negozi di abbigliamento e quant’altro, un’attività che, penso, progetta ed istalli zanzariere e, magari, si danno incentivi economici per la sua apertura!!! Nulla contro chi istalla zanzariere, anzi utilissime in questi ultimi anni, ma forse è un’attività che in pieno “centro storico” stona un po’.

La nostra visita alla città, nella giornata successiva, continuò: lo portai al quartiere Provvidenza dove tra strette viuzze molto caratteristiche ci trovammo davanti ad una discarica a cielo aperto con relativa macchina abbandonata.

Li portai agli Angeli, con visita al cimitero dove vollero portare dei fiori ai propri cari essendo originari di Caltanissetta, erbacce ovunque e dovunque, persino nelle parti alte dei loculi (quelli più vecchi), la parte più a valle (quella dell’ “ultimissimo cancello”): buona parte non è stata asfaltata ed è sfornita di fontanelle e senza servizi. Eppure è piena di cappelle gentilizie e ancora se ne costruiscono.

Comunque alla fine della visita questi occasionali visitatori nel ringraziarmi per l’ospitalità mi salutarono e mi dissero: “peccato per il degrado e per la mancanza di cura della città, che è molto bella nei suoi quartieri e nella gente, cortese e ospitale. Un vero peccato.”

Ora dico, ma è mai possibile che vai in un quartiere storico come la Provvidenza e devi trovare una discarica a cielo aperto con annessa macchina abbandonata e nessuno fa nulla (via Martinez)?

E mai possibile che dopo la zona industriale, per intenderci la vecchia strada per Pietraperzia, in una riseca a sx ci sia una discarica con macchina abbandonata da circa due anni e nessuno se ne accorge. Eppure da lì passano i furgoni della Dusty tutti i giorni, trattandosi di territorio di Caltanissetta e abitato da decine e decine di famiglie che pagano o almeno dovrebbero pagare i tributi comunali.

Assessore Licata, sappiamo tutti i “salti mortali” che ha fatto per farsi nominare assessore: da vice sindaco in “pectore” dello schieramento avversario dell’attuale giunta, al passaggio in maggioranza in cambio di un posto di assessore (che poi si traduce così) e tutto sto casino per prendere lo stipendio a fine mese e che stipendio, circa 6.000,00 (seimila) euro ogni mese.

Almeno faccia qualcosa, invece dei soliti proclami quando risponde alle interrogazioni di coloro con cui ha fatto la campagna elettorale insieme, sui palchi e tra la gente a chiedere un voto in competizione con questa giunta di cui adesso è assessore.

Si faccia un giro per la città dove ogni tanto la incontravo: veda quanta sterpaglia e abbandono c’è, vada nelle due ville comunali, vada al parco giochi di via De Amicis, passi da Piazza Europa (quella di fronte la Questura) dove i marciapiedi sono impraticabili per via delle siepi che hanno invaso i marciapiedi e dove i rami dei pini sono ad altezza bambino.

Faccia quello per cui è pagato con i soldi dei cittadini. Perché a fare il moralista quando era all’opposizione è facile, ma poi quando si è nella “stanza dei bottoni” tutto diventa difficile.

Oppure si deve credere alla “diceria” che lo vuole assessore “per grazia ricevuta” e deve stare buono senza dare fastidio, senza chiedere nulla per il suo assessorato, non deve disturbare il sindaco e il suo fedele scudiero. L’importante è occupare la poltrona!!

Abbia un momento di riacquistata dignità e faccia il suo dovere non pensi alla panacea delle prossime elezioni regionali dove si prometteranno posti e incarichi, pensi alla città, almeno in futuro qualcuno si ricorderà di lei.

Marat

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