Non si chiude l’inchiesta sul decesso di Antonella Geraldi, la donna di 53 anni morta in sala operatoria all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta il giorno dell’Epifania del 2023. Il Giudice per le indagini preliminari (Gip), Sofia Milone, ha respinto per la seconda volta la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, accogliendo la ferma opposizione dei legali della famiglia della vittima.
Per fare luce sulle cause della tragedia e stabilire se vi siano colpe mediche, il giudice ha disposto nuove indagini e ordinato una “super perizia” nell’ambito di un incidente probatorio.
La tragedia risale alla notte tra il 4 e il 5 gennaio 2023, quando Antonella Geraldi si era presentata al pronto soccorso intorno alle 2 del mattino, accusando dolori addominali lancinanti dovuti a una presunta occlusione intestinale.
Secondo quanto ricostruito finora, i primi accertamenti diagnostici avevano spinto i medici a pianificare un intervento chirurgico già per il pomeriggio dello stesso giorno. L’operazione, tuttavia, è slittata di circa ventiquattro ore. La donna è finita sotto i ferri soltanto il giorno successivo, il 6 gennaio, morendo durante l’intervento. Un rinvio che, secondo la denuncia dei familiari, si sarebbe rivelato fatale.
La decisione del Gip è arrivata dopo che le consulenze tecniche della Procura e quelle dei familiari si sono mostrate diametralmente opposte. Per superare lo stallo e cristallizzare lo scenario, il Gip ha affidato l’incarico a un collegio di tre esperti di rilievo:
–Cataldo Raffino (medico legale)
–Giovanni Li Destri (chirurgo)
–Gaetano Pietro Bulfamante (anatomopatologo)
Il pool di periti avrà il compito di accertare con esattezza le cause del decesso e valutare l’operato del personale che ha avuto in cura la paziente, stabilendo se il ritardo nel portarla in sala operatoria abbia inciso sul tragico epilogo.
I fari della magistratura restano accesi su nove sanitari (cinque chirurghi, il dirigente del pronto soccorso, altri due medici dello stesso reparto e un’infermiera), indagati a vario titolo per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Il collegio difensivo degli indagati è composto dagli avvocati Michele Ambra, Dino Milazzo, Davide Schillaci, Emanuela Micale, Antonino Pisciotta e Giancarlo Faletti.
Escono invece definitivamente dall’inchiesta altri cinque camici bianchi, le cui posizioni erano già state archiviate nei mesi scorsi. I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Panepinto, Antonino Falzone e Salvatore Falzone, che fin dall’inizio si sono battuti per non far calare il sipario sulle indagini.

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