Si torna a parlare si sanità locale e i fronti di discussione sono parecchi, ma, come al solito ne parlano tutti tranne chi ha il potere di intervenire.
Ma andiamo con ordine e partiamo dalla diatriba tra CGIL e ASP.
La polemica riguarda principalmente le condizioni della sanità pubblica nella provincia di Caltanissetta e le relazioni sindacali.
La FP Cgil e la Cgil di Caltanissetta hanno denunciato una situazione di “sanità al collasso” all’interno della rete ospedaliera provinciale (Caltanissetta, Gela e Mussomeli). Le principali criticità evidenziate sono la carenza di personale, mancanza di medici, personale sanitario e ausiliario (con la Filcams Cgil che ha denunciato la mancanza di oltre 300 ore settimanali per gli ausiliari in appalto), reparti in sofferenza, reparti “strategici e vitali” come Pronto Soccorso, Malattie Infettive, Ematologia, Pneumologia, Chirurgia, Urologia e Medicina Interna sarebbero in difficoltà per carenze strutturali, condizioni di lavoro con turni di lavoro prolungati, ricorso continuo allo straordinario, rischio clinico in crescita e utilizzo eccessivo di incarichi ad interim e la ancanza di programmazione.
La sanità opererebbe in costante emergenza, senza una programmazione seria, con soluzioni “tampone” che mettono a rischio la qualità delle cure.
I sindacati hanno chiesto “assunzioni strutturali” e un cronoprogramma certo per affrontare le emergenze.
Un punto centrale dello scontro è il “mancato rispetto delle relazioni sindacali” da parte dell’ASP, accusata di annullamento di incontri, annullamento unilaterale di incontri già calendarizzati (come quello del 22 dicembre), mancanza di confronto, la Cgil ha preteso un confronto “vero, serio e pubblico” con la Direzione Aziendale.
L’Azienda Sanitaria Provinciale ha risposto alle accuse con toni molto decisi, definendole “attacchi senza capo né coda” e invitando il sindacato a smetterla con i “pretesti”.
L’ASP ha rivendicato di aver raggiunto gli obiettivi prefissati, ricordando anche precedenti giudiziari favorevoli all’Azienda, la replica ha incluso una nota sul fatto che la CGIL non farebbe più parte della delegazione trattante in azienda.
In sintesi, la diatriba è uno scontro ad alta tensione non solo tecnico sulle condizioni della sanità, ma anche politico e reputazionale, con la CGIL che denuncia una situazione di collasso e l’ASP che respinge fermamente le accuse rivendicando la correttezza del proprio operato.
A questa situazione di relazioni si aggiunge quanto pubblicato ieri dal Giornale di Sicilia on line, che torna a denunciare una situazione di grave e perdurante disagio all’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove, come documentato dalla giornalista Ivana Baiunco, il blocco operatorio è raggiungibile, ormai da oltre tre mesi, con l’uso di un solo ascensore funzionante.
La carenza è drammatica, dei tre elevatori dedicati, ne è operativo solamente uno, causando lunghe attese e costringendo il personale a ricorrere a misure d’emergenza, i pazienti barellati, che necessitano di un trasferimento rapido per essere operati, sono costretti a condividere l’unico ascensore in funzione, creando una pericolosa commistione tra urgenze e trasferimenti programmati, come lamentano gli utenti.
La gravità della situazione è testimoniata dal fatto che, per ovviare al blocco logistico, i pazienti vengono accompagnati da un piano all’altro addirittura utilizzando l’ambulanza, costretta a fare il giro esterno che attraversa il pronto soccorso per imboccare la discesa che porta al livello -1.
La radice del problema strutturale è lunga e complessa. Uno degli ascensori rimane sotto sequestro in seguito all’incidente in cui è precipitato a settembre, mentre l’altro è guasto e ancora fuori servizio, nonostante i lavori di manutenzione che, a quanto pare, erano già stati eseguiti.
Dalla direzione generale dell’ospedale Sant’Elia fanno sapere: «Martedì arriverà la certificazione che attesta le dimensioni e le caratteristiche delle funi in acciaio dell’ascensore riparato». In attesa, è stato individuato un percorso alternativo interno, attraverso il reparto di radiologia, da utilizzare in caso di blocco dell’unico elevatore.
Questo grave disagio strutturale si inserisce in un quadro di profonda e totale criticità della sanità nissena che va oltre i rapporti tesi tra sindacati e direzione o il singolo guasto.
A tutto questo si aggiungono le lamentele dei cittadini, anzi si moltiplicano, alimentando una crescente sfiducia, e la situazione è aggravata dal silenzio assordante della politica locale.
Nonostante la gravità dei disservizi denunciati, che mettono in ginocchio l’ospedale di riferimento, le istituzioni politiche di Caltanissetta non hanno finora aperto bocca o intrapreso azioni concrete per cercare di sbloccare la crisi.
Il punto focale della critica nei confronti della politica locale è la mancanza di un’azione incisiva e di tutela diretta dei cittadini di fronte al degrado della sanità.
Il ruolo istituzionale della politica locale sarebbe quello di mediatore, garante e difensore supremo del diritto alla salute (sancito dall’Articolo 32 della Costituzione). Quando questo ruolo viene meno, si genera la sensazione di un disinteresse o di un’incapacità a incidere concretamente.
In sintesi, la politica locale viene criticata non tanto per non conoscere i problemi,che sono ormai di dominio pubblico, quanto per la sua mancanza di intervento e di determinazione nel tradurre la conoscenza delle problematiche in soluzioni operative, preferendo un basso profilo che alimenta l’idea che preferisca “far finta di non sapere” per evitare lo scontro o assumersi la responsabilità delle criticità.
Ci si aspetta insomma un intervento innanzitutto della VI° Commissione, che solleciti il primo cittadino, non potendo audire il D.G., che in passato ha dichiarato di non aver alcuna intenzione di interloquire con i consiglieri nelle commissione, ad intervenire in difesa dei cittadini e per accertare quali strumenti si stanno mettendo in campo per risolverle le problematiche che tutti sanno .
Ricordiamoci che il sindaco è la massima autorità sanitaria locale, responsabile della tutela della salute pubblica nel territorio comunale e, tra le altre cose, unico interlocutore riconosciuto ufficialmente dall’ASP . Ad Maiora
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