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Caltanissetta: Parco Dubini/REMS. Tra memoria corta, scuse e difese. Il “film” girato negli anni passati. Registi, attori e figuranti

Last updated: 14/05/2026 6:23
By Sergio Cirlinci 144 Views 13 Min Read
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C’è un vizio antico in questa città, quello di dimenticare i fatti non appena diventano scomodi o di derubricare a “allarmismo” le preoccupazioni di chi, con lungimiranza, cercava di accendere un faro sul futuro del Prco.

La vicenda della REMS al Parco Dubini è l’emblema di questa amnesia collettiva e politica.

Ieri, alla notizia del post dell’ASP che faceva chiarezza sulla destinazione della struttura, il dibattito sui social è esploso.

Da una parte i cittadini nisseni che da anni si battono per la riapertura del parco, rimasti profondamente amareggiati e dispiaciuti da quanto letto, dall’altra, i soliti difensori dell’amministrazione, che hanno dato quasi per scontato l’esito della vicenda, questi ultimi hanno persino tentato di offrire come “alternativa” le attuali ville comunali, come se il paragone con la specificità e la bellezza del Dubini potesse reggere e, soprattutto, come se le condizioni in cui versano le nostre ville fossero tali da poterle definire ancora, con dignità, “ville”.

Oggi molti addirittura cadono dalle nuvole, eppure il percorso era tracciato da anni e chi provava a sollevare il problema veniva isolato, quasi si trattasse di una fissazione per un evento destinato a non accadere mai.

Per rinfrescare la memoria a chi l’ha persa, basta tornare al 22 marzo 2023, quando “l’Associazione Caltanissetta Si Cura” esprimeva con forza dubbi che oggi suonano profetici:

“A seguito della seduta tenutasi in data 21 Marzo 2023, l’Associazione “Caltanissetta Si Cura” trova necessario ribadire le proprie perplessità in merito al dibattimento sulla destinazione d’uso del Dubini. Ad oggi, anche alla luce della discussione tenutasi in aula, non sembrano esserci alternative alla conversione del Dubini in una REMS. A seguito di alcune delibere indicate dal dottor Caltagirone è stata avanzata la possibilità di una successiva esternalizzazione, a privati, di tale uso che però non trova conferme certe e riporta tutta la questione ad un livello di incertezza che noi come associazione di cittadini, che chiedono azioni concrete e certe, non possiamo accettare. Pur non mettendo in discussione la buona volontà e i buoni propositi da parte della Sesta Commissione Sanità, che ringraziamo per l’invito, e del dottor Caltagirone di trovare una soluzione che non crei insoddisfazione tra i cittadini, ci troviamo costretti a chiedere che al più presto si faccia chiarezza su ogni singolo aspetto di questa vicenda esponendo la realtà dei fatti e delle intenzioni in modo da dirimere i nuovi dubbi che si aggiungono ai vecchi già esposti in precedenza sul destino a cui andrebbe incontro il Parco. Quello che è sicuro è che di fronte ad un quadro così confuso non possiamo accettare nessuna “probabile possibilità” per poi correre il rischio di trovarci dinanzi ad una realtà non condivisa.”

L’esternalizzazione dell’ASP di cui parlava il D.G Ing. Caltagirone

Esternalizzazione ASP_CL.Delibere.2022.0001488 30 MAGGIO 2022Download

La gara dell’esternalizzazione della REMS per portare altrove la REMS (di cui non si seppe più nulla)

Sempre nella stessa data, l’associazione richiamava alle proprie responsabilità i vertici politici, dal Sindaco Gambino alle commissioni competenti, evidenziando il deficit di comunicazione:

“L’Associazione “Caltanissetta Si Cura” trova necessario rivolgersi direttamente al Sindaco Roberto Gambino, all’allora Presidente della Sesta Commissione Sanità, Angela Caruso, e all’attuale Presidente della VI° Commissione Sanità, Matilde Falcone, per ottenere ulteriori chiarimenti in merito ad una decisione di cui, a nostro parere, ai tempi non si è data la giusta comunicazione alla cittadinanza tanto da aver, oggi, assunto la forma di un’inaspettata realtà che ha colto di sorpresa l’intera città. Le nostre perplessità non sono rivolte alla decisione in sé di destinare questi locali alla realizzazione di una REMS quanto al fatto che in una città come la nostra sia stato portato avanti un progetto di questo tipo senza informare correttamente la popolazione locale o valutare attentamente alternative più in linea con le esigenze del nostro territorio.”

Il verbale della VI° Commissione consiliare

VERBALE+n.24+del+21.03.2023Download

Le preoccupazioni nascevano dopo alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale.

E qualche mese dopo altro articolo

L’associazione ricordava inoltre come altre realtà, come l’Associazione familiari Alzheimer Onlus, avessero chiesto invano di poter usufruire della struttura e del parco.

Oggi, nel tentativo di difendere l’operato dell’amministrazione, si sente ripetere come un mantra che “il Parco non è di competenza del Comune”.

Sebbene formalmente corretto dal punto di vista della proprietà (essendo dell’ASP), questo argomento è una mezza verità che serve solo a nascondere l’inerzia politica.

È la stessa ASP a chiarire i termini della questione, smentendo chi cerca alibi, il Parco, fino all’apertura della REMS, è stato offerto in comodato d’uso gratuito al Comune. Il motivo è semplice, l’azienda sanitaria, per legge, non può gestire beni che non abbiano una destinazione sanitaria.

L’ASP ha anzi invitato fermamente gli amministratori comunali, nello specifico l’ass. Licata, a non fare confusione, la gestione dei beni pubblici a prevalente fine sociale spetta ai Comuni (come previsto dal TUEL e dall’OREL), non alle aziende sanitarie. L’azienda si è dichiarata disponibile a cedere il godimento del bene alla città tramite il Comune, ma quest’ultimo deve volerlo e saperlo gestire.

Il 10 marzo 2026 il Sindaco Tesauro sollecitava l’ASP: “Necessario un incontro per la riapertura” e sul sito del comune si leggeva “Prosegue l’impegno dell’Amministrazione Tesauro per la restituzione del Parco Dubini alla cittadinanza. A un mese dall’avvio del dialogo istituzionale, il Sindaco di Caltanissetta ha inviato un sollecito formale alla Direzione dell’ASP, ente proprietario dell’area, per definire una strategia operativa che ne permetta la fruizione pubblica. L’iter, iniziato lo scorso 12 febbraio e seguito da un ulteriore sollecito il 2 marzo, punta a riunire attorno a un tavolo tecnico i principali attori competenti, tra cui Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e l’associazione MOVI. “Il nostro obiettivo è fare chiarezza sulle cause della chiusura e individuare soluzioni concrete….vogliamo verificare la disponibilità delle associazioni a collaborare per la gestione del parco e capire quali siano i piani a breve e medio termine dell’ASP per restituire alla città questo prezioso polmone verde.”

Nonostante questo storico di incertezze, lo scorso 26 marzo 2026, a Palazzo del Carmine, si è consumato un altro atto di questa vicenda. Il Sindaco Walter Tesauro e gli assessori Delpopolo e Petrantoni hanno incontrato il “Comitato promotore per la riapertura e la salvaguardia del Parco Dubini”, rappresentato da Gaetano Paladino, Roberta Bocca e Merita Riccobene.

In quell’occasione, l’Amministrazione ha manifestato “pieno sostegno” alla petizione popolare che ha raccolto oltre mille firme, definendo la restituzione del parco alla fruizione pubblica come una “priorità”. Sono state citate note ufficiali inviate all’ASP il 12 febbraio e il 2 marzo per chiedere un confronto urgente. Il Sindaco ha dichiarato: “La voce dei cittadini non può restare inascoltata. Siamo al fianco del Comitato per difendere il futuro del Parco”.

Dal canto suo, il Comitato ha espresso soddisfazione per l’attenzione ricevuta, ribadendo la volontà della cittadinanza di vedere il Parco come luogo di aggregazione e tutela della salute. Tuttavia, alla luce delle recenti comunicazioni dell’ASP sulla REMS, queste dichiarazioni di “piena sinergia” e “vocazione di bene comune” sembrano scontrarsi con una realtà progettuale che prosegue su binari opposti.

Per concludere. Della REMS al Dubini se ne parla da anni. Chi oggi si sorprende o chi cerca di giustificare il silenzio in questi anni o sta fingendo di non ricordare, semplicemente confermando di avere la “memoria corta”.

Il rischio, denunciato già nel 2023, era quello di trovarsi davanti a una realtà non condivisa e alla perdita di un polmone verde.

Quel rischio è oggi sta diventando una certezza. La politica non può limitarsi a dire “non è roba mia” quando si tratta di tutelare il benessere e gli spazi dei propri cittadini.

Il conclusione:

Il Parco può immediatamente tornare ad essere fruibilite, solo se il comune accetta il comodato d’uso gratuito proposto dall’ASP e, non potendolo gestire direttamente, lo affida a qualche associazione, che comunque pare già ci sia, nelle more che arrivino i soldi per la REMS e inizino i lavori (sono anni che devono arrivare).

Per salvarlo definitivamente, la strada è l’esternalizzazione, ma bisogna che l’ASP, come fece la direzione generale precedente, si attivi percprocendo a bando e gara.

L’amministrazione, senza politichese o mezze parole, si segga attorno ad un tavolo con il comitato e associazioni, e se veramente vi è la volontà di rendere nuovamente fruibilite il Parco, accetti il comodato d’uso e affidi la gestione all’associazione che si è proposta di gestirlo e, per poter reperire le somme necessarie al mantenimento, si potrebbe pensare a piccoli “oboli”, ovviamente non obbligatori, che i frequentatori spontaneamente potrebbero dare all’ingresso o all’uscita, oltre a donazione volontarie, creando un fondo ad hoc a nome del Parco per la sua gestione.

Ben venga anche un consiglio comunale aperto, che non potrebbe che sostenere la volontà della riapertura al pubblico, anche se, per esperienze passate, sappiamo bene che poi nella realtà non incide più di tanto, lo abbiamo visto, purtroppo, su temi come la Sanità, il Policlinico, e recentemente sull’Antenna Rai.

Volere e potere. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi altra informazione.

Questa vicenda ci ricorda purtroppo tristemente quella dell’Antenna RAI, tante parole, tante promesse, ma alla fine l’antenna è stata demolita e alla città non è rimasto neanche un pezzettino di ferro da esporre in sua “memoria”, mentre ancora si attendono invano le compensazioni.

Non lasciamo che il Parco Dubini faccia la stessa fine.

Cos’altro ancora Caltanissetta deve subire e perdere? Ad Maiora

© Riproduzione riservata

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