Scorrendo le pagine e i profili social di Caltanissetta, chi osserva la città dall’esterno non può che rimanere disorientato.
Da un lato ci si imbatte in scatti impietosi e commenti sferzanti che denunciano degrado e incuria, dall’altro prende forma un racconto patinato, fatto di post con foto e video entusiasmanti che ritraggono una città apparentemente bellissima, dinamica e perennemente in festa.
Che Caltanissetta vanti un patrimonio architettonico e paesaggistico di rilievo è un dato indiscutibile.
La storia e la natura le hanno consegnato una cornice di tutto rispetto. Tuttavia, di fronte a narrazioni così diametralmente opposte, sorge spontanea una domanda: dove sta la verità?
Spesso si liquida la questione dicendo che la verità sta nel mezzo, ma in questo caso la bilancia pende con decisione verso la prima versione, quella che ne evidenzia le criticità.
Sui social si assiste troppo spesso a una narrazione edulcorata che rischia di sconfinare nella mistificazione.
Si fotografa e si incensa una fontana monumentale nascondendone l’interno per nascondere lo stato di abbandono in cui versa la vasca. Si spaccia una serata in cui quattro persone ballano in strada, con tutto il rispetto per chi organizza e per chi partecipa, come la prova schiacciante di una città viva, e si mostrano scorci suggestivi avendo cura di tagliare fuori dall’obiettivo lo stato reale delle vie.
Esaltare l’ordinaria amministrazione, o persino cose al di sotto degli standard minimi di un capoluogo di provincia, non rende un servizio alla comunità.
Probabilmente questo atteggiamento viene messo in atto per non essere tacciati di essere i soliti lamentosi o di denigrare la propria città, o magari, con l’intento di accattivarsi le simpatie di chi amministra.
Ma far passare il messaggio che va tutto bene e che i nisseni si divertono crea soltanto una rappresentazione falsata della realtà, anche perchè basta fare pochi chilometri per rendersi conto di cosa significa far divertire i propri cittadini.
Scegliere tra una bugia e una mezza verità è un dilemma che tocca direttamente la chiarezza dei rapporti umani e la fiducia di chi guarda e legge.
La mezza verità alla fine inganna. E’ decisamente meglio descrivere la realtà per quella che è, pur facendosi del male, con la speranza che chi di dovere si renda conto di una realtà che fa finta di non vedere e accetti le critiche, intervenendo per porre dei rimedi.
Peccato che la politica, con i suoi non interventi, sta mettendo a duro rischio proprio ciò che la storia e la natura ci hanno lasciato.
L’estate è ormai quasi finita e le ferie sono giunte al termine. Per chi le ha fatte, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche, fare un profondo respiro e mettersi al lavoro.
Le cose su cui intervenire sono tantissime: c’è solo il reale timore che, essendo così numerose, chi di dovere possa confondersi e non sapere da dove cominciare, lasciando che tutto prosegua come è stato fatto sino ad oggi.
Ma noi siamo fiduciosi e confidiamo nella loro prontezza e preparazione. Ad Maiora
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