Riceviamo e pubblichiamo nota da un nostro lettore
Come avviene nel governo centrale, l’importante è dare qualcosa in pasto ai cittadini. Se, poi, in concreto, ai cittadini viene dato soltanto fumo, non importa perché si potrà sempre dire “noi il nostro lo abbiamo fatto ma evidentemente ai commercianti nisseni non piacciono le iniziative che proponiamo nel loro interesse”.
Chi ha concepito il provvedimento di sgravio dell’80% sulla tassa di occupazione del suolo pubblico riferita ai dehors, ha visto molto lontano e ha costruito un provvedimento assolutamente inutile, anzi dannoso, perché non solo non aiuterebbe i proprietari dei dehors ma, sarebbe addirittura controproducente perché i costi supererebbero i ricavi.
Riassumiamo il provvedimento:
L’agevolazione è rivolta a tutti gli utilizzatori di dehors che promuoveranno al loro interno eventi e manifestazioni di carattere sportivo, artistico o culturale.
La sua durata è fissata al 31 dicembre 2026
Sarà necessario allegare alla domanda un programma dettagliato delle attività di intrattenimento che si vogliono realizzare. Tale programma sarà sottoposto all’approvazione di un’apposita Commissione. Quindi se le manifestazioni non si dovessero ritenere adeguate, le eventuali domande saranno rigettate.
Basta quanto sopra detto per rendersi conto che sono più i problemi che i vantaggi.
Per esempio:
Non ci sono i tempi tecnici per organizzare qualsiasi cosa a meno che non si voglia fare leggere la letterina di Natale (evento culturale) al nipotino del titolare.
Organizzare un evento sportivo verrebbe difficilissimo perché in un dehor non si potrebbe svolgere il salto in lungo, il salto in alto, la corsa a ostacoli, un incontro di boxe e tutto quello che potrebbe avere la connotazione di evento sportivo.
Ammesso e non concesso che qualcuno volesse organizzare, per esempio, sempre all’interno del dehor, una serata musicale bisognerebbe pagare una sia pur ridotta orchestrina, un cantante e la SIAE. A parte il fatto che a questo stadio della stagione gli artisti potrebbero essere già impegnati.
Non si sa con quale frequenza questi ipotetici eventi dovrebbero vedere la luce. Tutti i giorni una volta alla settimana, una volta al mese? Non si sa.
Ho voluto spiegare il provvedimento al titolare di un bar in Via Veneto tra i più conosciuti e che usufruisce di un dehor di 24 mq per il quale – mi ha detto – paga 900 euro l’anno. “Non aderirò mai a questo provvedimento, preferisco pagare i miei 900 euro a parte il fatto che non ci sarebbero più i tempi tecnici necessari per organizzare qualsiasi cosa”.
Il dehor del bar di cui parliamo (24 mq) ospita sei tavoli con relative sedie ragione per cui non si capisce dove dovrebbero mettersi l’orchestrina e il cantante e dove dovrebbe mettersi il pubblico.
Quanto potrebbero rendere al gestore del bar 24 occupanti i tavoli di cui dispone? E quanto verrebbe a costare una serata anche modesta?
Chiunque fosse dotato di 2-3 neuroni funzionanti, si renderebbe conto che il gioco non vale la candela perché non soltanto non ci sarebbe un vantaggio economico ma, addirittura ci sarebbe una inevitabile perdita per ogni serata.
Un’ultima cosa: se un gestore di bar fosse così sprezzante del pericolo e organizzasse qualcosa già da ora, anche se in ritardo, cosa succederebbe se il “programma dettagliato” non venisse accettato dagli esperti del Comune?
E quanto tempo dovrà aspettare prima di avere il placet del Comune?
Con l’espressione “dettagliato programma” – insisto – cosa si intende? Si intende una serie di eventi? Con quale cadenza? E se ne salta qualcuno cosa succede? Bisogna organizzare eventi sino al 31 dicembre? In caso contrario cosa succede.
Sono davvero tante le incongruenze, le incognite e i paletti. E mi dispiace veramente tanto leggere commenti troppo compiacenti al limite dello scodinzolamento politico. Evidentemente la faziosità ha preso il posto della ragione.
Concludo con una frase del titolare del bar di cui sopra: “chi ha concepito tutto questo non sa di cosa parla”. Condivido questa espressione aggiungendo che il provvedimento in questione, a mio parere, non potrà avere alcun riscontro. E se dovesse essercene uno, costui se ne pentirà amaramente.
Spero di sbagliarmi, ma se tanto mi dà tanto…Pasquale Trobia
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