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CronacaRassegna stampa

Carburante, scattano restrizioni in 4 aeroporti italiani. Ryanair: “Scorte fino a maggio”

Last updated: 04/04/2026 18:27
By Redazione 119 Views 9 Min Read
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Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un Notam, cioè un bollettino rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei 4 scali ci saranno delle restrizioni. Nota del Gruppo Save, che gestisce 3 aeroporti veneti: limitazioni “non sono significative. Niente allarmismi”

Contents
Distribuzione contingentataLa situazione nei 4 aeroportiGruppo Save: limitazioni “non significative”Ryanair: “Non prevediamo carenze a breve, ma situazione in evoluzione”Lufhtansa: “Già difficoltà in alcuni scali in Asia”L’analisi di BloombergIl rapporto della IataSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

In Italia sono scattate le prime limitazioni di carburante per i voli, dopo che la crisi in Medio Oriente ha messo a rischio le forniture. Le restrizioni al momento riguardano quattro aeroporti del nostro Paese: Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia. La notizia delle limitazioni si è diffusa dopo che Air Bp Italia, uno dei principali fornitori, ha emesso un “Notam” – cioè un bollettino aeronautico rivolto alle compagnie aeree – in cui ha informato gli operatori interessati che per i prossimi giorni nei quattro aeroporti ci saranno delle limitazioni per il carburante. Le restrizioni, si legge, per ora dureranno fino al 9 aprile. Nel bollettino non ci sono riferimenti espliciti a quanto sta succedendo nel Golfo Persico. “Niente allarmismi”, ha scritto in una nota la società che gestisce tre scali del Veneto. Le difficoltà in alcuni scali per l’approvvigionamento di carburante sono “legate al periodo pasquale di traffico intenso” e non al “blocco dello Stretto di Hormuz”, si tratta di due “situazioni diverse che non collegherei”, afferma il presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, contattato dall’Ansa, secondo cui “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto continuerà”, “ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici” navali e le forniture.

Distribuzione contingentata

Air Bp Italia, società che fa parte del colosso britannico Bp, ha spiegato che la priorità nel rifornimento sarà data ai voli ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a tre ore. Per tutti gli altri voli, invece, ci sarà una distribuzione contingentata.

La situazione nei 4 aeroporti

In particolare, si legge nel bollettino, a Bologna, Venezia e Treviso la priorità sarà data a voli ambulanza, voli di Stato e rotte superiori alle tre ore: per gli altri voli ci sarà un limite di 2mila litri per aeromobile a Bologna e Venezia, di 2.500 per aeromobile a Treviso. Dai dettagli del Notam, inoltre, emerge che la situazione più delicata riguarda l’aeroporto di Venezia: è l’unico scalo per il quale si fa una raccomandazione esplicita ai piloti di fare carburante prima di arrivare. Per quanto riguarda l’aeroporto di Milano Linate, invece, ci sono restrizioni ma nessun tetto quantitativo è stato esplicitato.

Gruppo Save: limitazioni “non significative”

Il Gruppo Save, società che gestisce gli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona, ha fatto sapere che al momento le limitazioni di carburante “non sono significative” per i tre scali del Veneto. “Il problema – ha precisato in un comunicato – è relativo a un solo fornitore e negli scali del Gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori. Comunque, nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l’area Schenhen ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo”.

Ryanair: “Non prevediamo carenze a breve, ma situazione in evoluzione”

“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio”, ha fatto sapere Ryanair. Secondo la compagnia, “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvazione non verrà interrotta. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”. Ryanair ha anche sottolineato che “con i prezzi del carburante raddoppiati nel mese di marzo, prevediamo che tutte le compagnie aeree trasferiranno questi costi più elevati sotto forma di tariffe aeree più alte dopo Pasqua e nel corso dell’estate”. “Invitiamo tutti i passeggeri a prenotare i propri voli (e le vacanze) il prima possibile: in questo modo saranno protetti dagli inevitabili aumenti dei prezzi dei voli e degli alloggi dopo Pasqua e più avanti durante l’estate”, ha aggiunto.

Lufhtansa: “Già difficoltà in alcuni scali in Asia”

Sulla questione è intervenuta anche Lufhtansa, che ha lanciato l’allarme riguardo a possibili colli di bottiglia nella disponibilità di carburante per gli aerei se si prolungherà il conflitto in Medio Oriente. In un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt , la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini ha sottolineato come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufhtansa, ha aggiunto, si è coperta tramite contratti derivati ​​dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma, ha ammesso Vittadini, “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”.

L’analisi di Bloomberg

A tal proposito, Bloomberg ha condotto un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori europei – come Lufthansa, Ryanair o Air France – in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo di carburante dai rialzi dei prezzi. Tuttavia, spiega Bloomberg , tali contratti non prevedono e non garantiscono la consegna fisica del prodotto sottostante. Ciò vuol dire che le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forti oscillazioni dei prezzi dei carburanti, ma non dalla mancanza di disponibilità.

Il rapporto della Iata

A richiamare l’attenzione sulla situazione carburante in Europa era già stata nei mesi scorsi la Iata, l’associazione internazionale del traffico aereo: l’aveva fatto nell’ultimo rapporto pubblicato a novembre, quindi prima del conflitto contro l’Iran. Già allora aveva sottolineato come l’Europa, importando il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei, fosse vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta. L’associazione, nel rapporto, sottolineava anche come nel Continente la capacità di raffinazione per questo tipo di carburante sia in calo e come alcune zone dove mancano le infrastrutture possono andare incontro a debolezza. La Iata, quindi, invitava a sostituire le raffinerie che sono state chiuse in passato in modo da fare fronte a possibili problemi nella disponibilità. Proprio la situazione che si sta verificando ora, con la chiusura dello stretto di Hormuz.

Fonte SkyTg24

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