L’effetto del termine dello sconto sulle accise si fa subito sentire sui listini dei carburanti in Italia. Con la fine della misura agevolativa, il prezzo del gasolio torna a salire e a preoccupare gli automobilisti, mentre la verde registra un leggero cedimento.
I prezzi della rete stradale e autostradale
Secondo le ultime rilevazioni sulla rete stradale urbana ed extraurbana:
- Diesel: registra il rincaro più consistente, salendo a 2,261 euro/litro al self-service (+17 millesimi rispetto a ieri).
- Benzina: mostra una controtendenza positiva, scendendo a 2,040 euro/litro (-3 millesimi).
- GPL e Metano: il GPL sale a 0,766 euro/litro (+3 millesimi), mentre il metano si attesta a 1,907 euro/kg (+2 millesimi).
Sulla rete autostradale, i costi rimangono tradizionalmente più elevati:
- Benzina self-service: 2,051 euro/litro (-3 millesimi).
- Diesel self-service: 2,287 euro/litro.
- GPL: 0,893 euro/litro (+5 millesimi).
- Metano: 1,836 euro/kg (-1 millesimo).
Cosa sta succedendo tra i petrolieri: rialzi e retromarce
Il termine del taglio di 6 centesimi (IVA compresa) sul gasolio ha spinto le compagnie petrolifere ad ricalibrare i listini. Come evidenziato da Staffetta Quotidiana, operatori come IP e Q8 hanno adeguato i prezzi verso l’alto, portandoli rispettivamente a 2,250 e 2,254 euro/litro.
Eccezione parziale per Eni, che dopo aver inizialmente alzato il tetto del diesel da 2,19 a 2,25 euro al litro nella mattinata di ieri, ha effettuato un riposizionamento verso il basso a 2,21 euro/litro. Una scelta dettata dal contemporaneo calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.
Per quanto riguarda la reperibilità sul territorio:
- 8.733 distributori (su oltre 21 mila rilevati) mantengono il diesel al di sotto della soglia di 2,200 euro/litro.
- 11.018 impianti offrono la benzina sotto i 2,000 euro/litro.
Scontro politico: opposizione all’attacco sulle politiche energetiche
Il rincaro dei carburanti riaccende immediatamente le polemiche politiche. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e co-portavoce di Europa Verde, è intervenuto ai microfoni di Agorà su Rai3 criticando la gestione economica dell’esecutivo:
“Mentre il Paese affronta carovita, inflazione e stipendi fermi, il governo concentra le proprie energie sulla riforma elettorale per timore delle urne. Sui carburanti sono stati spesi miliardi in un taglio temporaneo che si è rivelato un regalo ai petrolieri, senza avere il coraggio di tassare gli extraprofitti delle società energetiche.”
Secondo Bonelli, la mancata tassazione sui profitti accumulati dal settore negli ultimi anni rappresenta una risorsa sottratta alle famiglie italiane, già gravate dai rincari energetici generali.
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