La mobilitazione contro il caro carburanti non si ferma e continua a oltranza, giorno e notte. Sulla strada statale 189 Palermo-Agrigento, all’altezza del bivio Tumarrano.
Più di 40 mezzi pesanti (tra cui camion, TIR e trattori) occupano entrambe le carreggiate della statale nei pressi dello svincolo per Cammarata e San Giovanni Gemini, la protesta di agricoltori, allevatori e autotrasportatori resta salda.
Nonostante la revoca del fermo annunciata da alcune sigle, decine di camion, tir e trattori continuano a presidiare le carreggiate per denunciare una crisi economica giudicata ormai insostenibile. Per far fronte alle ore notturne, i manifestanti si sono organizzati installando persino un gruppo elettrogeno sul posto.
I manifestanti puntano il dito contro i rincari record del gasolio e l’aumento generale dei costi di gestione, che stanno mettendo in ginocchio l’intero comparto produttivo e i trasporti della zona. “Non svendiamo il nostro futuro” è lo slogan che unisce i lavoratori, determinati a proseguire la mobilitazione fino a quando non arriveranno risposte concrete e immediate dai governi nazionale e regionale. Sul fronte della viabilità, il traffico sulla statale procede con inevitabili rallentamenti, mentre i promotori continuano a concentrare i disagi sui mezzi pesanti, lasciando transitare le auto.
A fianco dei manifestanti sono scesi con forza i rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il sindaco di Cammarata, Giuseppe Mangiapane, e il sindaco di San Giovanni Gemini, Dino Zimbardo, insieme ad altri amministratori del territorio e rappresentanti politici.
I primi cittadini hanno lanciato un forte appello alle istituzioni superiori, evidenziando come i costi attuali — basti pensare alle migliaia di euro necessarie per fare il pieno a un mezzo — stiano azzerando i margini di profitto delle imprese locali e spingendo interi settori verso il collasso.
Nel frattempo, la protesta continua a farsi sentire, generando ripercussioni sulla logistica dell’isola e sui primi approvvigionamenti, confermando la gravità di un’emergenza che richiede interventi rapidi e risolutivi.
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