Il caso di Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale lombarda coinvolta nello scandalo “Ruby”, torna a scuotere le istituzioni. Dopo la concessione della grazia da parte del Presidente della Repubblica avvenuta lo scorso 18 febbraio 2026, il Quirinale ha oggi inviato una comunicazione ufficiale e perentoria al Ministero della Giustizia.
La Presidenza della Repubblica, guidata da Sergio Mattarella, ha chiesto al Ministro Carlo Nordio di acquisire con “cortese urgenza” tutte le informazioni necessarie per riscontrare la veridicità degli elementi presentati nell’istanza di clemenza.
“In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti […] e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda, si prega di voler provvedere ad acquisire informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato.”
A far scattare l’intervento del Quirinale è stata un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano e le anticipazioni del programma Mi Manda RaiTre.
Al centro della controversia ci sarebbero i “motivi umanitari” che hanno portato alla firma del provvedimento.
– L’adozione in Uruguay: Secondo le indiscrezioni, la grazia sarebbe stata concessa per permettere a Minetti di prendersi cura di un bambino adottato, con gravi problemi di salute.
–Le ombre sulla documentazione: L’inchiesta giornalistica sostiene che i presupposti di tale adozione siano “dubbi”. Si parla di una madre biologica in Uruguay che risulterebbe introvabile e di circostanze poco chiare sul reale stato di abbandono del minore.
– Il ruolo del Ministero: La grazia era stata firmata da Mattarella su proposta favorevole dello stesso Ministro Nordio. Ora il Colle chiede di verificare se il Ministero sia stato tratto in inganno da documenti non veritieri.
Se venisse accertato che la grazia è stata ottenuta tramite la rappresentazione di fatti falsi, si aprirebbe uno scenario giuridico senza precedenti.
Sebbene la grazia sia un atto discrezionale del Capo dello Stato, un vizio nell’istruttoria basato su prove false potrebbe portare a una revisione o a conseguenze penali per chi ha presentato la domanda.
Il Ministero della Giustizia dovrà ora rispondere punto su punto alle incongruenze sollevate, cercando di fare luce su una vicenda che rischia di trasformarsi in un grave imbarazzo istituzionale.
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