Il Codacons lancia un’offensiva decisa contro il canone Rai.
La proposta di riduzione da 90 a 70 euro, che garantirebbe un risparmio di circa 430 milioni di euro l’anno per le famiglie, è per l’associazione la conferma definitiva che questo balzello ha esaurito ogni ragione d’esistere e che il Paese è pronto a liberarsene una volta per tutte.
Per il Codacons, l’imposta televisiva rappresenta un simbolo di iniquità: dal 2016 viene addebitata automaticamente in bolletta sulla base della presunzione di possesso di un apparecchio televisivo, generando ogni anno quasi 2 miliardi di euro di introiti.
Un meccanismo invasivo e obsoleto, che oggi contrasta con un mercato audiovisivo completamente trasformato da piattaforme digitali, streaming e servizi on demand.
In questo contesto interviene Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, che annuncia una vera crociata: “I consumatori sono stanchi. Ogni anno si ripropone lo stesso dibattito, ma si ignora l’unica realtà: il canone Rai è una tassa ingiusta, superata e imposta con modalità che non hanno più alcuna giustificazione. Un semplice taglio è un palliativo. Bisogna avere il coraggio di fare ciò che milioni di cittadini chiedono da anni: abolire definitivamente il canone Rai. La Rai può competere come tutti gli altri operatori puntando sulla qualità e sulla raccolta pubblicitaria, senza gravare sulle famiglie”.
Tanasi rivolge infine un appello diretto al Governo: “È il momento di dimostrare rispetto per i contribuenti. Basta tasse nascoste in bolletta, basta balzelli basati su presunzioni, basta rinvii. Serve un atto di responsabilità e giustizia: abolire il canone Rai e restituire libertà ai cittadini. Il Codacons guiderà questa battaglia fino alla fine”.
Fonte sikelian.it
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