Consiglio Comunale che, come era prevedibile, non poteva non affrontare gli eventi di questi giorni, a maggior ragione dopo l’arresto dell’on.Mancuso e del suo braccio destro Tricoli.
Presentato ordine del giorno da Area Civica con la richiesta immediata di dimissioni del sindaco.
La consigliera Petitto, nel presentare l’ordine del giorno, ha parlato dei fatti che hanno coinvolto oltre gli arrestati anche il sindaco ed alcuni assessori, che da quello che si legge dalla stampa, parlavano di acquisti di palazzi e altro in loro presenza.
In aula oggi, continua la Petitto facendo notare oltre al silenzio della sua parte politica, anche il fatto che in aula oggi è presente un solo assessore, non si può discutere come se non fosse successo nulla, considerato che Area Civica
Interviene la consigliera Mosca che chiede una sospensione che viene votata e approvata.
Il sindaco e qualche assessore, assenti fino a quel momento, pare siano appena arrivati a Palazzo
L’ordine del giorno presentato:
CONSIGLIO COMUNALE DELLA CITTÀ DI CALTANISSETTA
ORDINE DEL GIORNO DEPOSITATO ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 19/02/2026
I sottoscritti consiglieri comunali, ai sensi e per gli effetti del combinato disposto dell’art. 9 punto 2 dello Statuto del Comune di Caltanissetta e dell’art. 12 comma 4 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale vigente, propongono il presente ordine del giorno affinché venga discusso e sottoposto alla votazione del Consiglio Comunale di Caltanissetta.
ORDINE DEL GIORNO
SULLA NECESSITÀ DI UN ATTO POLITICO DI RESPONSABILITÀ A SEGUITO DEI GRAVI “CONDIZIONAMENTI” NELLA GESTIONE POLITICO-AMMINISTRATIVA EMERSI DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA CHE HA COINVOLTO L’ON. MICHELE MANCUSO E LORENZO TRICOLI E SUL RIPRISTINO DELLA TRASPARENZA E DELLA CREDIBILITÀ ISTITUZIONALE DELL’ENTE.
PREMESSO CHE
- In data 18 febbraio 2026 sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti del deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso e del suo “braccio destro” Lorenzo Tricoli, soggetti al centro di un’articolata inchiesta che ha evidenziato un sistema di relazioni e “condizionamenti” politico-amministrativi, interferenze ed infiltrazioni nella gestione di eventi pubblici e dinamiche connesse alla programmazione del “Settembre Nisseno” e, altresì, nell’ambito di altri importanti settori dell’amministrazione comunale;
- nelle ricostruzioni investigative, per quanto si legge dalle testate giornalistiche, emergono passaggi che descrivono un’evidente immedesimazione politica tra esponenti istituzionali locali – tra cui il Sindaco ed alcuni componenti della Giunta Comunale – e i soggetti oggi sottoposti a misura cautelare, con una sovrapposizione di ruoli e relazioni che hanno inciso sulla percezione pubblica di autonomia e imparzialità dell’amministrazione comunale;
- già in data 23 gennaio 2025 AREA CIVICA, nel corso di una conferenza stampa pubblica alla presenza degli onorevoli Ismaele La Vardera (Controcorrente) e Carmelo Miceli (Progetto Civico Italia), aveva denunciato con fermezza la evidente immedesimazione politica tra l’Amministrazione Tesauro ed i soggetti oggi coinvolti nell’inchiesta, chiedendo formalmente le dimissioni del Sindaco quale atto di responsabilità istituzionale;
- tale posizione, assunta in tempi non sospetti e quando nessun provvedimento cautelare era stato ancora adottato, dimostra che la critica mossa da AREA CIVICA non era frutto di strumentalizzazione ma di valutazione politica autonoma e documentata, tanto più significativa alla luce del fatto che l’Autorità giudiziaria ha successivamente qualificato il contesto in cui si svolgevano i fatti come “sistema criminale”, espressione che conferisce ulteriore gravità al quadro già allora denunciato;
- da quanto emerge dalle notizie di stampa, l’azione politico-amministrativa cittadina è stata ritenuta dai soggetti arrestati permeabile e disponibile a interlocuzioni privilegiate, con riferimento alla gestione di eventi pubblici e alla programmazione culturale, anche attraverso soggetti legati da rapporti familiari o personali;
- è fatto notorio che il Sindaco Tesauro fosse perfettamente consapevole della pregressa e pesante condizione giudiziaria di Lorenzo Tricoli, soggetto gravato da condanne penali ed erariali, avendone in passato curato la difesa professionale;
- nonostante tale consapevolezza, allo stesso sarebbero stati consentiti spazi di rappresentanza, interlocuzione e influenza all’interno del Comune di Caltanissetta e della Provincia, nonché deleghe di rappresentanza in sedi istituzionali sensibili quali ATO CL1 e ATO CL2;
- le reiterate contestazioni formali rivolte al Sindaco Tesauro, anche in sede pubblica, da parte di AREA CIVICA, già dal mese di giugno 2025, in ordine alla inopportunità di tale assetto relazionale non hanno ricevuto alcun riscontro né sono state seguite da atti di discontinuità;
CONSIDERATO CHE
- l’immedesimazione politica ostentata tra l’amministrazione comunale e i soggetti oggi coinvolti nell’inchiesta ha generato nella comunità nissena un clima di sfiducia e imbarazzo istituzionale;
- la gestione degli eventi pubblici e di altri importanti settori, è oggi inevitabilmente investita da ombre che impongono un atto politico netto, non essendo un mero narrato giudiziario;
- in tale contesto, l’emersione di riferimenti – riportati dagli organi di informazione – anche a componenti della Giunta Comunale, tra cui gli Assessori Salvatore Petrantoni e Guido Del Popolo Carciopolo, rafforza la percezione di un circuito relazionale capace di accedere con facilità a spazi e snodi istituzionali;
- ciò impone un’assunzione di responsabilità politica e un gesto di discontinuità, idoneo a recidere ogni ambiguità e a ristabilire trasparenza e fiducia, con particolare riguardo ai settori sensibili della programmazione culturale, di altri settori e delle relazioni esterne dell’Ente;
- sussiste un evidente profilo quantomeno di inopportunità politica anche in relazione alla presenza in Giunta di Marcello Mirisola, figlio del direttore dell’unità territoriale della ditta appaltatrice del servizio rifiuti, soggetto incaricato di vigilare sul rispetto degli obblighi contrattuali e sulla gestione del personale, circostanza che alimenta ulteriormente il dubbio di commistioni e sovrapposizioni tra controllore e controllato;
- in un distinto e altrettanto rilevante ambito di interesse pubblico – quello afferente alla vicenda ATO Ambiente CL1 S.p.A. in liquidazione e alle conseguenze economico-finanziarie per il Comune e per i cittadini – l’Amministrazione non ha adottato, con la necessaria tempestività e trasparenza, iniziative istituzionali idonee a garantire piena chiarezza documentale e tutela dell’Ente, né risulta abbia provveduto senza indugio a trasmettere agli organi competenti la documentazione utile alla valutazione di eventuali profili di responsabilità erariale, ivi compresa la Procura regionale della Corte dei conti; circostanza che aggrava la percezione di opacità e di inadeguatezza nell’esercizio delle prerogative di tutela delle finanze pubbliche locali;
- la credibilità delle istituzioni comunali e provinciali rappresenta un bene primario della comunità nissena e non può essere sacrificata né esposta a logoramento continuo;
- il permanere dell’attuale assetto politico-amministrativo rischia di aggravare il danno reputazionale dell’ente e di paralizzare l’azione amministrativa;
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CALTANISSETTA
IMPEGNA IL SINDACO
• a prendere atto della gravità delle circostanze emerse e del grave danno di immagine arrecato alla Città;
• a compiere senza indugio un gesto netto e immediato volto a ristabilire credibilità e fiducia nelle istituzioni comunali;
• a rassegnare con effetto immediato le proprie dimissioni, restituendo alla comunità nissena la possibilità di un nuovo percorso amministrativo fondato su trasparenza, discontinuità e piena autonomia politica.
I Consiglieri Comunali proponenti
Annalisa Petitto – Felice Dierna – Calogero Palermo
Seguirà altro articolo con gli aggiornamenti
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