Lascia la ministra del Turismo, dopo ore di pressing e l’auspicio della premier del giorno prima. Anche Forza Italia aveva ormai preso le distanze
A due giorni dall’esito del Referendum sulla giustizia che ha decretato una sonora sconfitta per la riforma voluta dal governo Meloni non accennano a placarsi le tensioni interne alla maggioranza. Ieri sono arrivate le dimissioni di Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi. Oggi i fari sono puntati sulla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, alla quale la stessa premier Meloni ha chiesto pubblicamente un passo indietro. La mozione di sfiducia dell’opposizione è stata calendarizzata per lunedì prossimo. Nel tardo pomeriggio la conferma dal giornalista Nicola Porro che la ministra sarebbe pronta a dimettersi entro sera.
Si è dimessa Daniela Santanchè: la lettera a Meloni
Daniela Santanchè si è dimessa da ministra del Turismo. Nella lettera di dimissioni, l’esponente di FdI scrive alla premier Giorgia Meloni:
«Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto.
Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi.
Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri.
Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.
Cari saluti. Daniela»
Tajani scarica Santanché: «Se la premier ti chiede di dimetterti, devi farlo»
Il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani non ha dubbi: Daniela Santanchè lascerà il ministero nel giro di pochissimi giorni. La ragione, nelle sue parole raccolta da Il Messaggero e Il Fatto Quotidiano tra i corridoi di Montecitorio, è lapidaria: «Se la presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, devi farlo».
Fermato a piazza del Parlamento sulla questione garantismo — un principio che Forza Italia ha sempre sbandierato — Tajani prova a tenere insieme i pezzi: «Si è colpevoli dopo il terzo grado di giudizio», dice, salvo poi schivare l’evidente contraddizione di una ministra cacciata prima ancora del rinvio a giudizio. La risposta, affidata a Il Fatto Quotidiano, è un passaggio di responsabilità bella e buona: «Non ho chiesto io le sue dimissioni, le ha chieste la presidente del Consiglio a un suo ministro del suo partito». Detto questo, Tajani sparisce dentro il quartier generale di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina.
Fonte open di Federico D’Ambrosio e Giovanni Ruggiero
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