L’inchiesta della Procura nissena fa luce su due episodi di spaccio avvenuti nel 2022. Tra gli indagati cinque residenti nell’agrigentino e un trapanese.
La Procura di Caltanissetta ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sei persone, accusate a vario titolo di aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni (IPM) del capoluogo. L’atto, firmato dal Pubblico Ministero Dario Bonanno, segna un punto di svolta nell’inchiesta che punta a smantellare un presunto canale di rifornimento interno alla struttura detentiva.
I nomi degli indagati
Il gruppo coinvolto è composto prevalentemente da giovani residenti in provincia di Agrigento:
–Andrea Sottile, 27 anni;
–Giorgio Orsolino, 35 anni;
–Salvatore Di Falco, 23 anni;
–Marisa Emanuela Ricchiuti, 30 anni;
–Ida Naoumi Ricchiuti, 25 anni.
-Risulta indagato anche il trapanese Cristian Sorrentino, 22 anni.
La ricostruzione: dai passaggi a mano al “lancio” oltre le mura
Gli inquirenti hanno documentato due episodi specifici, avvenuti nella primavera del 2022, che delineano le modalità con cui la droga doveva arrivare a destinazione:
- Marzo 2022: Un primo tentativo di consegna sarebbe avvenuto tramite uno scambio diretto. Le due giovani donne avrebbero consegnato lo stupefacente a Sorrentino il quale, successivamente, avrebbe dovuto recapitarlo ad Andrea Sottile.
- Aprile 2022: Il secondo episodio ha visto un metodo più plateale. Orsolino, Di Falco e le due sorelle Ricchiuti avrebbero lanciato panetti di hashish fisicamente oltre le mura di cinta del carcere minorile. Anche in questo caso, secondo la tesi accusatoria, il destinatario finale del carico sarebbe stato Sottile.
Con la chiusura dell’istruttoria, la palla passa ora alle difese. Gli avvocati dei sei indagati hanno a disposizione 20 giorni per esaminare gli atti, presentare memorie difensive o richiedere che i propri assistiti vengano sottoposti a interrogatorio. Al termine di questo periodo, la Procura valuterà se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio davanti al GUP.
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