L’intelligence Usa sostiene che l’Iran manterrà il blocco su Hormuz per tenere alti i prezzi dell’energia
AGI – È “improbabile” che l’Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. È il monito contenuto in recenti rapporti di intelligence Usa esaminati dall’agenzia Reuters.
Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l’unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l’Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell’energia e fare pressione su Donald Trump affinché trovi una rapida via d’uscita dalla guerra.
Guerra e minaccia alle vie di navigazione
Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell’Iran, potrebbe in realtà accrescerne l’influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione. Trump ha cercato di minimizzare la difficoltà di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del commercio mondiale di petrolio e ieri ha lasciato intendere di poter ordinare alle forze statunitensi di riaprire il passaggio. Ma gli analisti avvertono da tempo che tentare di usare la forza contro l’Iran, che controlla una sponda dello stretto, potrebbe rivelarsi costoso e trascinare gli Stati Uniti in una prolungata guerra di terra.
Il potere dello stretto secondo gli esperti
“Nel tentativo di impedire all’Iran di sviluppare un’arma di distruzione di massa, gli Stati Uniti hanno consegnato all’Iran un’arma di destabilizzazione di massa“, ha affermato Ali Vaez, direttore dell’Iran Project presso l’International Crisis Group, un’organizzazione per la prevenzione dei conflitti. Teheran, ha detto Vaez, comprende che la sua capacità di influenzare i mercati energetici mondiali attraverso il controllo dello stretto “è molto più potente persino di un’arma nucleare“.
La posizione della Casa Bianca
Un funzionario della Casa Bianca, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha affermato che Trump è “fiducioso che lo stretto sarà aperto molto presto” ed è stato chiaro sul fatto che all’Iran non sarà permesso di regolare il traffico marittimo dopo la guerra.
Fonte AGI di Ugo Barbàra
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