Approvato un emendamento del governo che fa chiarezza sulle coperture finanziarie: 5,1 milioni di euro saranno a carico del bilancio regionale, la parte rimanente dovrà trovare copertura nei bilanci dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane.
Critici Di Paola (M5S) e Lombardo (Sud Chiama Nord) emaforo verde da parte della commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana al disegno di legge che reintroduce l’elezione diretta dei vertici delle ex Province.
La commissione ha approvato un emendamento del governo che fa chiarezza sulle coperture finanziarie per le elezioni: 5,1 milioni di euro saranno a carico del bilancio regionale, la parte rimanente dovrà trovare copertura nei bilanci dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane.
Il prossimo passaggio sarà in commissione Affari istituzionali, dove il ddl arriverà domani mattina. A seguire il testo del ddl 815 ‘Disciplina degli organi di governo degli enti di area vasta e per l’elezione diretta dei loro componenti’ sbarcherà a Sala d’Ercole. Ma è polemica sul via libera della commissione Bilancio.
“Siccità, sanità, rifiuti, formazione, famiglie e Comuni alla canna del gas e via discorrendo: la Sicilia è alle prese con mille emergenze e il governo che fa?
Torna per l’ennesima volta alla carica per ripristinare le elezioni dirette delle Province già bocciate e lo fa provando a stanziare 20 milioni di euro”, afferma il deputato M5S e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola. “La norma – dice Di Paola – è stata approvata in commissione, ovviamente col nostro voto contrario.
Con le elezioni dirette i costi per le Province crescerebbero notevolmente rispetto alle elezioni di secondo grado e non solo per i 5 milioni aggiuntivi che occorrerebbero solo per le operazioni elettorali. È scandaloso che questo governo torni sull’argomento già bocciato dall’Ars, delegittimando clamorosamente il Parlamento. La verità vera e che la politica non vuole l’organo provinciale e che si continua a fare melina per prorogare i commissari”.
Critico anche Giuseppe Lombardo, deputato di Sud Chiama Nord.
“Quanto accaduto oggi in II Commissione è inaccettabile.
La maggioranza ha deciso di imporre altri 10 milioni di costi, che graveranno sulle tre città metropolitane e sui sei liberi consorzi della Regione per finanziare le elezioni dirette degli organi di governo degli enti di area vasta, un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio questi enti.
Si tratta di una manovra che impedirà agli enti di predisporre i bilanci per il 2025, caricandoli di una spesa non prevista e, ad oggi, senza copertura.
È assurdo che, per beghe politiche interne, la maggioranza continui a far gravare sulle spalle dei territori il peso delle sue decisioni, ignorando completamente le difficoltà economiche degli enti locali.
Questo nuovo ostacolo non fa che confermare come, dal palazzo a Palermo, si prendano decisioni lontane dalle esigenze e dalla realtà dei territori”.
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