Torna a salire la tensione ad alta quota sul vulcano attivo più alto d’Europa. Dopo una breve e ingannevole fase di stasi che aveva visto l’abbassamento dei parametri interni e la parziale attenuazione delle colate, l’Etna ha ripreso a dare spettacolo e a mostrare tutta la sua energia. Il protagonista indiscusso è ancora una volta il Cratere Voragine, affiancato nelle ultime ore da un’incessante attività al Cratere di Nord-Est.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Etneo di Catania, l’apparato vulcanico sta registrando una nuova e spiccata fase di riattivazione stromboliana, accompagnata da una sensibile ripresa dell’attività esplosiva e sismica.
La dinamica dell’eruzione: lava, ceneri e botti infrasonici
L’evoluzione dell’eruzione ha visto un rapido cambio di scenario. Dalla sommità del vulcano si assiste a una complessa dinamica eruttiva che combina attività effusiva ed esplosiva:
- Attività stromboliana ed emissioni di cenere: Alla Voragine è ripresa con vigore l’attività stromboliana, accompagnata dall’emissione di fontane e spruzzi di lava. Contestualmente, dal Cratere di Nord-Est si è intensificata l’emissione di cenere vulcanica, che forma un pennacchio disperso dai venti in quota verso il settore sud-orientale dell’edificio vulcanico.
- Flussi lavici ad alta e media quota: Sul fronte effusivo, la lava continua ad alimentare i bracci che fuoriescono dalle bocche aperte a quota 2.750 e 1.990 metri s.l.m., con i fronti più avanzati che si attestano attorno a quota 1.395 metri, nello scenario della Valle del Bove compreso tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra.
Parametri sismici in forte ascesa: tremore su valori alti
Ciò che desta maggiore attenzione da parte dei vulcanologi è la ripida risalita del tremore vulcanico, l’indicatore fondamentale della pressione del magma nei condotti interni del vulcano.
Dopo una fase d’oscillazione tra valori bassi e medi, l’ampiezza media del tremore ha subito una brusca impennata verso l’alto, posizionandosi stabile su livelli molto alti. Le sorgenti del tremore restano localizzate nell’area compresa tra il Cratere Voragine e il Cratere di Nord-Est, a una profondità compresa tra i 2.800 e i 3.000 metri sopra il livello del mare.
In simultanea con la crescita del tremore sismico si registra un marcato aumento del segnale infrasonico, sintomo di una marcata frequenza di esplosioni ed espulsione di gas in corrispondenza delle bocche crateriche.
Impatto sui voli e sullo scalo di Catania
Nonostante l’incremento delle emissioni di cenere e della sismicità, la situazione al momento rimane sotto controllo per quanto riguarda la sicurezza della popolazione e dei trasporti:
- L’avviso per l’aviazione VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) rilasciato dall’INGV rimane fissato al livello di allerta Arancione.
- L’Aeroporto di Catania Fontanarossa mantiene operative le normali attività di volo, pur restando in stato di massima allerta pronto a recepire eventuali limitazioni qualora i venti spingessero nubi di cenere più dense sulle rotte di rullaggio ed atterraggio.
L’INGV e le autorità di Protezione Civile continuano a seguire minuto per minuto l’evoluzione dei parametri geofisici e delle deformazioni del suolo per cogliere tempestivamente qualsiasi ulteriore variazione nell’assetto dinamico del vulcano.
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